Quali sono le novità per le detrazioni fiscali sulle spese scolastiche nel 2025?

Giuliano Barone
2025-08-10 15:41:26
Numero di risposte
: 19
Le spese sostenute per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado risultano detraibili dall’imposta lorda nella misura del 19% per un importo annuo non superiore a 1.000 euro per alunno o studente.
Fino all’anno 2024 il limite di spesa su cui applicare la detrazione era pari a 800 euro.
La circolare in disamina precisa è stato novellato solo il limite massimo di spesa ammissibile alla detrazione, pertanto restano fermi, per quanto compatibili, i chiarimenti resi dalla medesima Agenzia nella circolare 19 giugno 2023, n. 14/E.
Il nuovo articolo 16-ter del T.U. delle imposte sui redditi, succitato, stabilisce che per i contribuenti con reddito globale di supera i 75k euro, come accennato, l’ammontare massimo delle spese ammesse in detrazione diminuisce progressivamente, così innestando un sistema di maggiore tutela in favore di famiglie numerose ovvero con figli portatori di disabilità.
Con l’obiettivo di completare l’attuazione della delega fiscale, che per la revisione del sistema di imposizione sui redditi delle persone fisiche prevede un riordino delle detrazioni, il comma 10 introduce, dopo l’articolo 16-bis del TUIR, l’articolo 16-ter, rubricato “Riordino delle detrazioni”.
Tale disposizione stabilisce, a decorrere dal 1° gennaio 2025, per i soggetti con reddito complessivo superiore a 75k euro, alcuni limiti per la fruizione delle detrazioni dall’imposta sui redditi, mediante un meccanismo di calcolo fondato su due parametri: il reddito complessivo del contribuente; il numero di figli fiscalmente a carico.
La disposizione prevede una riduzione progressiva, all’aumentare del reddito, dell’ammontare massimo degli oneri e delle spese detraibili, accompagnata da una maggiore tutela per le famiglie numerose o con figli con disabilità accertata, ai sensi dell’articolo 3 della legge n. 104/1992.
Il documento contiene indicazioni sul nuovo limite di spesa, elevato a 1.000 euro, sul quale calcolare lo sconto fiscale per le spese scolastiche e sulla detrazione forfetaria per il mantenimento dei cani guida.
Ai fini del calcolo del massimale, si aggiunge ulteriormente, vengono escluse: le spese sanitarie, le somme investite nelle start-up e nelle piccole e medie imprese innovative, gli oneri sostenuti, per contratti siglati fino al 31 dicembre 2024, per mutui, per premi di assicurazione sulla vita o infortuni e per il rischio di eventi calamitosi, le rate delle spese detraibili ai sensi dell’articolo 16-bis del TUIR o di ulteriori disposizioni normative, sostenute fino al 31 dicembre 2024, gli oneri che danno diritto a detrazioni forfetarie.

Diana De rosa
2025-08-08 06:08:23
Numero di risposte
: 12
La legge di bilancio 2025 ha introdotto diverse novità per le famiglie in merito alle spese scolastiche detraibili. Si tratta di quelle spese sostenute per l'istruzione dei figli, che possono essere detratte dalla dichiarazione dei redditi. Esse comprendono le spese per scuole dell'infanzia, scuole elementari, medie, superiori, università e corsi di specializzazione. Con la nuova manovra finanziaria è stato previsto un innalzamento della soglia di detrazione per alcune di queste spese. In particolare, la legge di bilancio 2025 ha aumentato il limite massimo detraibile per ogni alunno, portandolo da 800 euro a 1.000 euro per la frequenza delle scuole dell'infanzia, del primo ciclo d'istruzione e della scuola secondaria di secondo grado, anche per gli istituti paritari.
In sostanza, dal punto di vista del risparmio fiscale, significa che, per ogni figlio, si possono ottenere fino a 190 euro di detrazione (19% di 1.000), anziché 152 euro (19% di 800), contandosi così per ogni studente 38 euro in più di detrazione fiscale rispetto all'anno passato.
Le spese detraibili includono: tasse d'iscrizione e frequenza e contributi obbligatori e volontari decisi dalla scuola; servizi scolastici integrativi, come mensa e pre/post scuola, anche se forniti da enti esterni; gite scolastiche, assicurazioni e attività extracurricolari organizzate dalla scuola.
Inoltre, a partire dal 1° gennaio 2018, rientrano tra le spese detraibili anche quelle per il trasporto scolastico, purché tracciabili, anche quando il servizio è gestito dal Comune o da soggetti esterni.
Le spese elencate possono essere detratte al 19% della spesa totale sostenuta durante l'anno fiscale.
Le spese scolastiche vanno indicate nella dichiarazione dei redditi, ma devono essere pagate tramite metodi tracciabili (come bonifici bancari o PagoPA).
L’impatto – si fa notare – non sarà immediato: queste spese, infatti, potranno essere detratte dalla dichiarazione dei redditi 2026, ma riguardano le spese sostenute nel 2025.

Flavio Rinaldi
2025-08-01 15:29:00
Numero di risposte
: 13
Le spese scolastiche e universitarie possono essere portate in detrazione nel Modello 730/2025 con un vantaggio fiscale pari al 19% dell’IRPEF.
La normativa italiana consente ai contribuenti di detrarre il 19% di alcune spese di istruzione sostenute per i figli, a patto che il pagamento avvenga con strumenti tracciabili.
Questa detrazione è rimodulata in base al reddito del contribuente e richiede l’utilizzo dei codici 12 o 13 nel quadro E del 730/2025.
Il tetto massimo di spesa detraibile è pari a 1.000 euro per studente, di conseguenza, l'importo massimo rimborsabile è pari a 190 euro.
Le spese universitarie, comprese quelle per istituti musicali pareggiati o conservatori, sono detraibili utilizzando il codice 13, il beneficio fiscale è sempre pari al 19%.
Per beneficiare della detrazione è obbligatorio usare strumenti di pagamento tracciabili, tra cui: bonifico bancario, carta di credito o debito, carta prepagata, assegno bancario o circolare.
È essenziale conservare: ricevute di pagamento, attestazioni di frequenza, delibere dell’istituto scolastico in caso di contributi volontari.
Le detrazioni per spese scolastiche e universitarie nel 730/2025 rappresentano un’opportunità reale di alleggerire il carico fiscale delle famiglie.
Conoscere quali spese sono ammesse, rispettare i limiti previsti, e compilare correttamente il modello con codici 12 e 13, è fondamentale per accedere a questo vantaggio fiscale del 19% IRPEF.

Annalisa De luca
2025-07-25 23:31:33
Numero di risposte
: 17
La legge di bilancio 2025 ha introdotto diverse novità per le famiglie in merito alle spese scolastiche detraibili.
La nuova manovra finanziaria è stato previsto un innalzamento della soglia di detrazione per alcune di queste spese.
In particolare, la legge di bilancio 2025 ha aumentato il limite massimo detraibile per ogni alunno, portandolo da 800 euro a 1.000 euro per la frequenza delle scuole dell'infanzia, del primo ciclo d'istruzione e della scuola secondaria di secondo grado, anche per gli istituti paritari.
Dal punto di vista del risparmio fiscale, significa che, per ogni figlio, si possono ottenere fino a 190 euro di detrazione, anziché 152 euro, contandosi così per ogni studente 38 euro in più di detrazione fiscale rispetto all'anno passato.
L’impatto non sarà immediato: queste spese, infatti, potranno essere detratte dalla dichiarazione dei redditi 2026, ma riguardano le spese sostenute nel 2025.

Antonina Ferretti
2025-07-12 16:40:25
Numero di risposte
: 16
La legge di bilancio 2025 ha introdotto diverse novità per le famiglie in merito alle spese scolastiche detraibili.
La legge di bilancio 2025 ha aumentato il limite massimo detraibile per ogni alunno, portandolo da 800 euro a 1.000 euro per la frequenza delle scuole dell'infanzia, del primo ciclo d'istruzione e della scuola secondaria di secondo grado, anche per gli istituti paritari.
In sostanza, dal punto di vista del risparmio fiscale, significa che per ogni figlio si possono ottenere fino a 190 euro di detrazione (19% di 1.000), anziché 152 euro (19% di 800), contandosi così per ogni studente 38 euro in più di detrazione fiscale rispetto all'anno passato.
L’impatto - si fa notare - non sarà immediato: queste spese, infatti, potranno essere detratte dalla dichiarazione dei redditi 2026, ma riguardano le spese sostenute nel 2025.
Il legislatore ha stabilito, invece, un taglio alle detrazioni per chi ha redditi superiori a 75mila euro, taglio che interessa, tra le altre, anche le spese di istruzione e universitarie.

Valentina Ferri
2025-07-12 14:14:50
Numero di risposte
: 22
L’articolo 1, comma 13, della legge di bilancio 2025 ha disposto l’innalzamento, a regime, da 800 a 1.000 euro per ogni alunno o studente, delle spese detraibili per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo d’istruzione e della scuola secondaria di secondo grado presso gli istituti paritari.
La novità si applica sulle spese sostenute nel 2025, detraibili quindi nella dichiarazione 2026.
La normativa vigente fino al 2024 prevedeva che le spese di istruzione, dal nido all'università, beneficiano di una detrazione del 19%, ma con massimali variabili.
Scuole infanzia, primo ciclo e superiori: fino a 800 euro per studente.
Piu in generale le spese detraibili sono le seguenti: Tasse d’iscrizione e frequenza, Contributi obbligatori e volontari deliberati dagli istituti scolastici, Servizi scolastici integrativi, Gite scolastiche, assicurazioni e attività extracurricolari deliberate dalla scuola, Trasporto scolastico e abbonamenti a trasporti pubblici.

Marieva D'angelo
2025-07-12 11:33:06
Numero di risposte
: 20
La Legge di Bilancio 2025 introduce importanti novità per le famiglie italiane riguardo alle detrazioni per le spese scolastiche. Le modifiche riguardano in particolare l’innalzamento delle soglie massime di spesa detraibile, con l’obiettivo di sostenere i nuclei familiari nel sostenere i costi legati all’istruzione dei figli. La principale novità contenuta nella manovra riguarda l’aumento del limite massimo detraibile per ogni studente, che passa da 800 euro a 1.000 euro. Questo incremento riguarda le spese per la frequenza delle scuole dell’infanzia, del primo ciclo d’istruzione e della scuola secondaria di secondo grado, inclusi gli istituti paritari. Dal punto di vista fiscale, l’aumento significa che per ogni figlio si potrà ottenere una detrazione fino a 190 euro, rispetto ai 152 euro previsti in precedenza, con un risparmio fiscale incrementale di 38 euro per studente. La detrazione al 19% si applica a diverse tipologie di spese inerenti l’istruzione, purché effettuate con metodi di pagamento tracciabili come bonifici o PagoPA. Le detrazioni sono soggette a limiti massimi di spesa differenziati in base all’istituto frequentato. Le spese devono essere inserite nella dichiarazione dei redditi, ma solo se effettuate con metodi di pagamento tracciabili. La detrazione si potrà richiedere solo sulla quota non rimborsata. Le novità si applicheranno alle spese sostenute nel 2025 e potranno essere portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi del 2026.

Caterina Conte
2025-07-12 11:09:20
Numero di risposte
: 17
Le spese per l’istruzione non universitaria possono essere portate in detrazione nella misura del 19%, come previsto dall’articolo 15, comma 1, lettera e-bis) del TUIR.
Questo beneficio fiscale è applicabile alle spese sostenute per la frequenza scolastica nei vari ordini e gradi del sistema nazionale di istruzione, escludendo l’ambito universitario.
La disciplina è stata modificata dalla legge n. 107 del 13 luglio 2015, che ha distinto le spese per la frequenza scolastica da quelle universitarie, rendendole oggetto di una detrazione autonoma a partire dall’anno d’imposta 2015.
La detrazione è riconosciuta per le spese sostenute per la frequenza di istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione, secondo la definizione fornita dall’articolo 1 della legge n. 62 del 10 marzo 2000.
Nello specifico, sono incluse: scuole dell’infanzia, note anche come scuole materne; scuole primarie (elementari) e scuole secondarie di primo grado (medie); scuole secondarie di secondo grado (superiori).
Le istituzioni scolastiche devono appartenere a una delle seguenti categorie: scuole statali; scuole paritarie private; scuole gestite da enti locali.
La detrazione spetta indipendentemente dalla natura pubblica o privata dell’istituto, purché rientrante nel sistema nazionale di istruzione.
I vademecum sono aggiornati con le novità legislative più recenti e con i documenti di prassi elaborati dall’Agenzia delle Entrate.
Le guide includono risposte a quesiti frequenti posti da contribuenti e professionisti del settore, oltre a indicazioni sui documenti da presentare presso CAF e professionisti abilitati.
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