La manovra 2025 introduce modifiche al sistema delle detrazioni fiscali per figli a carico.
Dal 2025, i figli che hanno superato i 30 anni non saranno più considerati a carico, indipendentemente dalla loro condizione lavorativa.
A questa regola si fa eccezione per i figli con disabilità, per i quali il beneficio fiscale resterà invariato.
Per i figli tra i 21 e i 30 anni, le detrazioni continueranno ad essere applicabili, mentre per quelli sotto i 21 anni le agevolazioni risultano già integrate nell’assegno unico universale.
La legge 30 dicembre 2024 n. 207 (legge di bilancio 2025), all’articolo 10 comma 2, prevede che le detrazioni risultano immutate per coloro che hanno un reddito fino a 75.000 euro.
Per i redditi superiori devono essere calcolate in base al tetto massimo previsto moltiplicato per il coefficiente risultante per il numero dei figli e nello specifico:
l’Importo base è di 14.000 euro per un reddito complessivo del contribuente superiore a 75.000 euro
l’Importo base è di 8.000 euro per un reddito complessivo del contribuente superiore a 100.000 euro
Il coefficiente per il quale moltiplicare l’importo base dipende dal numero dei figli e nello specifico è:
0,50, se nel nucleo familiare non sono presenti figli a carico;
0,70, se nel nucleo familiare è presente un figlio a carico;
0,85, se nel nucleo familiare sono presenti due figli fiscalmente a carico;
1, se nel nucleo familiare sono presenti più di due figli fiscalmente a carico o almeno un figlio con disabilità accertata ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992 n. 104, fiscalmente a carico.
Per chi ha un reddito di 85.000 euro e un solo figlio a carico, la detrazione base spettante va moltiplicata per il coefficiente relativo a 1 figlio:
14.000 x 0,70 = 9.800 euro, ovvero questo è il tetto massimo di detrazioni su oneri e spese su cui il contribuente potrà contare.