Per comprendere cosa si intende per edilizia penitenziaria, è fondamentale considerare i vari interventi di costruzione e ristrutturazione degli istituti penitenziari. Ad esempio, “sono in corso di completamento le attività di collaudo tecnico amministrativo, a cura del competente Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del nuovo padiglione da n. 92 posti destinato al regime 41-bis presso la Casa circondariale di Cagliari e il padiglione da n. 200 posti della Casa di reclusione di Sulmona”. Questi interventi sono parte di un piano più ampio volto a migliorare le condizioni carcerarie e a rispondere alle esigenze del sistema penitenziario. La Relazione sullo stato di attuazione del programma di edilizia penitenziaria per l’anno 2015 informa che “rispetto ai nuovi padiglioni la cui realizzazione era stata prevista dal Piano Carceri, il Commissario Straordinario del Governo per le Infrastrutture Carcerarie ha avviato le procedure per la realizzazione dei 2 nuovi padiglioni da 400 posti da costruirsi presso gli istituti penitenziari di Milano Opera e Roma Rebibbia, e degli 11 padiglioni da 200 posti presso gli istituti penitenziari di Vicenza, Bologna, Ferrara, Parma, Sulmona, Lecce, Taranto, Trani, Caltagirone, Siracusa, Trapani per un totale di 3000 posti detentivi”. La realizzazione di nuovi padiglioni e la ristrutturazione di quelli esistenti sono aspetti fondamentali dell'edilizia penitenziaria, mirati a migliorare le condizioni di vita dei detenuti e a garantire un sistema penitenziario più efficace e umano. Inoltre, “è prevista, inoltre, la ripresa dei lavori di realizzazione del nuovo padiglione in costruzione presso la Casa di reclusione Milano Opera” e “entro il 2024 dovrebbe essere inoltre ultimato il nuovo padiglione da n. 400 posti in costruzione presso la Casa circondariale di Roma Rebibbia Nuovo Complesso”. Questi interventi dimostrano l'impegno costante nel migliorare le infrastrutture penitenziarie. Anche la Relazione sul 2023 fornisce informazioni su nuovi progetti, come ad esempio che “entro il 2025 dovrebbero essere, inoltre, ultimati il nuovo padiglione da n. 200 posti dell’istituto di Bologna”. Tutti questi interventi mostrano i tempi e le complessità nella realizzazione di nuove infrastrutture, che ci vengono più volte riproposte come la nuova, imminente risposta all’ultima emergenza in corso.