Il bilancio italiano per la difesa ammonta nel 2025 a 31,295 miliardi di euro, circa l'1,5% del PIL del nostro Paese, registrando una crescita di oltre 2 miliardi di euro rispetto al 2024 e del 60% rispetto a dieci anni fa.
Questi fondi servono anche al mantenimento delle infrastrutture logistiche e tecnologiche, alla remunerazione e alle pensioni del personale militare, all’acquisto di nuovi armamenti e al finanziamento di programmi di ricerca e sviluppo.
L’Italia, considerando gli ultimi dieci anni, ha speso una somma annuale complessiva per la difesa che varia tra i 25 e i 30 miliardi di euro.
All’interno del "bilancio per la difesa" vanno considerati non solo i fondi destinati alle missioni militari all’estero, ma anche i numerosi programmi in atto in cui il nostro Paese è coinvolto.
I fondi destinati alla Difesa e alla spesa militare vengono utilizzati in numerosi ambiti.
Si stima che circa 6 miliardi di euro siano utilizzati per l’Esercito, 2,8 miliardi per l’Aeronautica, 2,3 miliardi per la Marina Militare.
A questi vanno aggiunte le spese per le missioni militari all’estero, che ammontano a circa 1,21 miliardi e 4,5 miliardi per la spesa militare relativa al sistema pensionistico, oltre ai costi per basi militari e alle quote di partecipazione come Paese membro UE e NATO.
Per quanto riguarda poi i fondi per nuovi armamenti si stima che la spesa del 2025 ammonti a quasi 13 miliardi di euro.
L’attuale spesa militare rappresenta circa l‘1,5% del PIL del Paese, mantenendosi però comunque inferiore alla media dell'Unione Europea, che è di circa il 2%.
Dal 2014, infatti, soprattutto per la crescita di tensioni geopolitiche a livello globale, i Paesi membri della NATO hanno concordato di lavorare per raggiungere l'obiettivo di destinare almeno il 2% del PIL alle spese per la difesa ed il Presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di voler aumentare l'attuale soglia dal 2% al 5% del PIL degli Stati membri NATO.