Cosa sono le missioni di pace?

Emidio Mazza
2025-07-27 07:07:47
Numero di risposte
: 18
Le missioni di peacekeeping sono delle missioni organizzate da organismi internazionali, come le Nazioni Unite, o regionali, come l'Unione Europea o l'Unione Africana, che consistono in azioni politiche e militari per facilitare un processo di pace e garantire la pace e la sicurezza internazionale in seguito ad un accordo per il cessate il fuoco tra due parti coinvolte.
Le missioni di peacekeeping sono formate da contingenti e personale degli Stati membri di un’organizzazione – internazionale o regionale – e si caratterizzano per tre elementi fondamentali.
In primis, il consenso dello Stato sul cui territorio viene svolta la missione di pace.
In secondo luogo, durante le missioni di peacekeeping vengono svolte attività per mantenere e garantire una condizione di sicurezza e pace sul territorio in questione senza l’uso della forza, che può essere utilizzata solo per legittima difesa.
Infine, deve essere garantita la neutralità e dunque il carattere super partes ed imparziale della missione di pace.
Le missioni di peacekeeping dell’ONU si possono dividere in due categorie: le missioni di prima generazione, condotte dal 1948 alla fine degli anni '80 che consistevano prevalentemente in azioni di tipo militare, come garantire il cessate il fuoco, proteggere i civili di un determinato Stato ed erano condotte principalmente da forze armate.
Le missioni di seconda generazione, condotte dalla fine degli anni '80 ad oggi, comprendono anche attività di tipo politico e diplomatico, come facilitare il processo politico in una determinata regione, proteggere i civili, promuovere e difendere i diritti umani, garantire libere elezioni.

Trevis Rossetti
2025-07-15 14:36:31
Numero di risposte
: 18
Le missioni di pace sono disciplinate da regole di ingaggio che sono direttive che un governo stabilisce per individuare le circostanze e i limiti entro cui le sue forze armate inizieranno o continueranno un combattimento con le forze nemiche.

Ausonio Fabbri
2025-07-15 12:33:12
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: 17
Letteralmente, ‘mantenimento della pace’.
È l’insième delle operazioni, anche di carattere non strettamente militare, condotte da forze armate multinazionali costituite da contingenti messi a disposizione dagli Stati membri di un’organizzazione internazionale, a carattere universale, come l’Organizzazione delle Nazioni Unite, o regionale, quali l’Organizzazione degli Stati americani, l’Unione Africana, l’Unione Europea, ecc., allo scopo di mantenere la pace in aree di crisi.
Nella prassi delle Nazioni Unite, la cui prima forza di pace, istituita nel 1956, ha operato in Sinai (UNEF I), le operazioni di peace-keeping non espressamente previste nella Carta dell’ONU, ma sviluppatesi attraverso le delibere del Consiglio di sicurezza, presentano alcuni caratteri comuni: il consenso dello Stato sul cui territorio sono dispiegate le truppe; la neutralità e l’imparzialità; l’uso della forza solo per legittima difesa.
Il peace-keeping di prima generazione, che si sono svolte nel periodo compreso tra il 1948 e la fine degli anni 1980, furono caratterizzate da funzioni strettamente militari (controllo del rispetto del cessate il fuoco, creazione di zone cuscinetto tra le parti) affidate a forze armate.
Il peace-keeping di seconda generazione si è sviluppato a partire dalla fine della guerra fredda, quando in seno al Consiglio di sicurezza, cui spetta adottare le delibere istitutive, è stato possibile raggiungere più facilmente il consenso tra i membri permanenti riguardo la creazione di tali forze.
Questo tipo di peace-keeping si distingue per lo svolgimento di funzioni di carattere umanitario, ma anche di peace-building (‘costruzione della pace’), per aiutare i paesi distrutti da guerre civili a ricostruire le istituzioni politiche e il tessuto sociale.
Per realizzare il mandato, le operazioni di più recente generazione sono condotte da contingenti militari insieme a una componente civile, più o meno ampia.
Dalle operazioni di peace-keeping si distinguono quelle basate sul capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, che si qualificano come operazioni di peace-enforcement (‘imposizione della pace’), in quanto il loro mandato è esteso all’uso della forza (Sicurezza collettiva).
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