Per ottenere lo status di ‘Paese candidato’ e dare inizio al negoziato di adesione, il Paese richiedente deve soddisfare i cosiddetti criteri di Copenaghen, che comportano il rispetto di specifici requisiti economici, sociali e politici.
Tra essi: la libertà, la democrazia, il rispetto dei diritti umani, delle libertà fondamentali e dello Stato di diritto.
Il Paese candidato deve assumere una serie di impegni vincolanti, rappresentati dall’acquis comunitario, ovvero dall’insieme dei diritti e degli obblighi comunitari che tutti gli Stati membri della UE si impegnano a rispettare.
Le trattative per l’adesione possono essere sospese in caso di una violazione accertata e persistente dei principi fondamentali su cui si basa la UE.
In tal modo, il processo di adesione diventa anche, per i Paesi candidati, un autentico stimolo alle riforme.
I tempi del processo di adesione possono variare sensibilmente da caso a caso e dipendono fondamentalmente dai progressi compiuti da ciascun Paese nella realizzazione degli obiettivi comuni.
Il passaggio da una fase all’altra è subordinato al fatto che il Paese aspirante dimostri di aver soddisfatto i criteri previsti per ogni singola fase.