L’utilizzo di strumenti validati a livello internazionale costituisce un aiuto indispensabile per identificare precocemente questi pazienti.
SPICT e NECPAL sono quelli di più comune utilizzo.
Lo SPICT è uno strumento di valutazione sviluppato nel 2010 dal Primary Care Research Group dell’università di Edimburgo ed è utilizzato per l’identificazione dei pazienti affetti da una o più patologie croniche in fase avanzata, a rischio di deterioramento clinico e di morte, al fine di impostare dei percorsi di cure palliative precoci, senza finalità prognostica.
Lo strumento validato in lingua italiana, SPICT-ITTM, è disponibile a questo link ed il suo utilizzo è libero.
La conoscenza e l’utilizzo di strumenti di valutazione dei bisogni di cure palliative di semplice uso e d’impatto immediato come lo SPICT TM-IT permette a tutti i MMG, anche a coloro che non hanno specifico interesse a sviluppare competenze in ambito di cure palliative, di guardare i propri pazienti con occhi adeguati alle diverse condizioni cliniche, psicologiche, assistenziali ed ai loro bisogni spirituali ed infine di iniziare un’adeguata comunicazione con paziente e con i famigliari che porti ad un approccio palliativo ed a una tempestiva pianificazione condivisa delle cure.
Non esiste un numero minimo di indicatori per stabilire la necessità di cure palliative di base o specialistiche, ma si può ritenere che la presenza di 2 indicatori generali di deterioramento clinico e 1 indicatore specifico di patologia siano significativamente correlati alla necessità di instaurare un approccio palliativo al paziente.
La conoscenza del paziente e la disponibilità di una cartella clinica aggiornata favoriscono l'utilizzo vantaggioso di questo strumento.
Per un MMG che conosca i propri assistiti e disponga di una cartella clinica aggiornata, questo strumento può essere vantaggioso e può consentire in pochi minuti di identificare coloro che potrebbero beneficiare di un approccio palliativo.