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Qual è lo scopo delle cure palliative?

Karim Romano
Karim Romano
2025-07-27 16:48:09
Numero di risposte : 17
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Le cure palliative sono un diritto del malato e sono gratuite. Le cure palliative consistono nella presa in carico del malato e della sua famiglia direttamente a casa. Sono costituite da prestazioni professionali di tipo medico, infermieristico, riabilitativo, sociale e psicologico, da assistenza farmaceutica e accertamenti diagnostici. Tali cure prevedono la pronta disponibilità medica nelle 24 ore e vengono erogate, con interventi programmati ed articolati sui sette giorni, da una squadra di professionisti esperti delle Unità di Cure Palliative in collaborazione con il medico di medicina generale. L'hospice è un luogo d’accoglienza e ricovero finalizzato a offrire le migliori cure palliative alle persone malate e ai loro familiari qualora non possano essere effettuate a domicilio. L’equipe è costituita da medico, psicologo, infermiere, assistente sociale, assistente spirituale, assistente occupazionale e personale volontario con il delicato compito di ascoltare e supportare per cogliere ogni aspettativa, desiderio e speranza del malato e della sua famiglia. L’assistenza nell'hospice è gratuita, L’approccio palliativo è garantito per tutti i malati durante l'intero percorso di cura, in funzione dei bisogni e in integrazione con le specifiche fasi di cura delle malattie croniche evolutive.
Kai Sala
Kai Sala
2025-07-14 14:30:53
Numero di risposte : 18
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Le cure palliative sono interventi il cui scopo non è curare il cancro ma preservare o migliorare la qualità di vita del paziente e della sua famiglia. Per una parte importante dei pazienti, anche quando i trattamenti non sono più efficaci a combattere il cancro, l’aspettativa di vita non è trascurabile e le cure palliative sono lo strumento affinché il tempo rimasto venga goduto al meglio. Nel complesso le cure palliative consistono, infatti, in un insieme di interventi finalizzati ad alleviare sia i sintomi fisici della malattia, per esempio il dolore o la nausea, sia quelli psicologici, dalla sensazione di rabbia, alla depressione, alla paura. Le cure palliative comprendono tutte le strategie mediche, chirurgiche, farmacologiche finalizzate a migliorare la qualità di vita dei pazienti. In quest’ottica anche la chirurgia può essere una strategia efficace. Si può, infatti, ricorrere a un intervento chirurgico per asportare il tumore primario o metastasi che diano sintomi in grado di incidere sulla qualità di vita. La chirurgia non è l’unica terapia antitumorale che può essere impiegata a scopo palliativo. In alcuni casi si può decidere di usare la radioterapia per controllare il dolore o per prevenire fratture connesse per esempio a metastasi ossee; si possono applicare stent o drenaggi per favorire la respirazione o liberare i polmoni da liquidi; usare trattamenti laser per “bruciare” piccole masse tumorali che impediscono la respirazione; in alcuni pazienti si può ricorrere anche alla chemioterapia. In tutti questi casi, naturalmente, la decisione di ricorrere a tali procedure è sempre il frutto di un’attenta valutazione del rapporto tra benefici attesi in termini di qualità di vita e rischi. Il dolore è uno dei sintomi più frequenti quando si è affetti da tumori avanzati, tuttavia sono disponibili numerosi farmaci che permettono di controllarlo e ridurre al minimo il suo impatto sulla qualità di vita. Negli ultimi anni, inoltre, si sta diffondendo l’idea che il dolore sia un sintomo da trattare sempre, senza attendere che diventi poco sopportabile. Quello al dolore oncologico è un approccio progressivo: la terapia ha inizio con la somministrazione di farmaci antidolorifici leggeri per passare, gradualmente, a medicinali più forti se e quando sarà necessario. Se il dolore è intenso fin dall’inizio, però, si somministra subito un analgesico forte.