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Come funziona una comunità terapeutica?

Simona Romano
Simona Romano
2025-08-24 19:17:21
Numero di risposte : 22
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La dimensione comunitaria prima e il graduale rinserimento in società poi, rappresentano il necessario attraversamento della realtà di sé, degli altri, del mondo. Confrontarsi con il reale porta a impatti a volte dolorose, ma più spesso porta allo stupore, alla scoperta della bellezza, è una formidabile palestra per la stima di sé ed un passaggio inevitabile di ogni percorso. L’esperienza in comunità terapeutica conduce gradualmente a rinforzare la propria capacità critica e a crescere nel coraggio della verità, fino a essere totalmente trasparente. Ognuno ha responsabilità precise delle quali deve rendere conto fino a raggiungere la piena autonomia. La liberazione dal proprio malessere avviene attraverso la scoperta di valere per qualcuno e che l’altro non può fare senza di noi. Fino al punto che ognuno si sente aspettato, cercato, amato. L’accolto e la propria famiglia, per quanto in modi molto differenti, camminano assieme. Ognuno è stimolato a sviluppare la propria originalità, mettendola a servizio. Avere e darsi dei “limiti” è la sorgente della creatività. La gioia è l’emozione che ci fa cercare ancora ciò che l’ha provocata; imparare a gioire di ciò che si è, delle persone che ci circondano, riporre in ciò che non è effimero il senso della propria esistenza è il traguardo di questo percorso.
Michele Palmieri
Michele Palmieri
2025-08-16 22:24:39
Numero di risposte : 21
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Le Comunità terapeutiche sono residenze rivolte a persone con tossicodipendenza. Prevedono specifici programmi per sostenere la disintossicazione e il reinserimento sociale. All’interno di queste strutture lavorano operatori sanitari, assistenti sociali, educatori. L'accesso di una persona alla comunità terapeutica avviene attraverso un programma terapeutico concordato con i Servizi per le tossicodipendenze del proprio Distretto. Il programma, oltre alle terapie psicologiche e farmacologiche, prevede anche attività lavorative e vita di relazione, secondo le regole e le caratteristiche della comunità.
Daniela Marchetti
Daniela Marchetti
2025-08-09 15:55:13
Numero di risposte : 12
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Le comunità terapeutiche nascono come intervento spontaneo di persone che, con libera iniziativa, decidono di vivere assieme per superare un problema comune: una dipendenza. Il fulcro dell’intervento nelle prime comunità era centrato sul modello della vita di gruppo e sui processi di auto-aiuto con lo scopo di agire nella direzione del cambiamento degli stili di vita. Le comunità terapeutiche sono normativamente servizi terapeutici riabilitativi a carattere residenziale e/o semiresidenziale e si collocano nella rete dei servizi socio sanitari per l’attuazione di programmi terapeutici personalizzati di persone con problematiche di dipendenza da sostanze illecite e lecite. Concretamente, la comunità terapeutica è un percorso esperienziale di apprendimento in gruppo declinato in varie forme di intervento da adattare alle esigenze degli utilizzatori. Lo scopo è quello della crescita individuale intesa come processo sociale, il compito è quello di permettere ad un individuo di raggiungere il proprio potenziale. Il metodo è quello di vivere imparando dall’esperienza: le persone sono attive rispetto al cambiamento e tutte le attività sono finalizzate al cambiamento stesso. È la comunità stessa che “cura” in quanto in essa la persona viene accettata nonostante le sue colpe, i suoi difetti e nonostante l’esclusione sociale. Lo strumento principale del cambiamento è la relazione. La presenza di modelli d’identificazione alternativi a quelli, spesso scarsi e patologici, con i quali la persona si era confrontata prima, diventa fondamentale. L’intervento comunitario prevede un lungo lavoro di consolidamento dei cambiamenti comportamentali, attitudinali e affettivi avvenuti, con la fatica di gestire anche eventuali regressioni. La continuità valoriale, metodologica e relazionale, è un fattore fondamentale per dare unitarietà e continuità di intervento a tutto il percorso di allontanamento e “libertà” dalla dipendenza di sostanze stupefacenti e/o alcool.
Asia Gatti
Asia Gatti
2025-07-28 20:29:06
Numero di risposte : 16
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Sono diversificate in modo da offrire una gamma il più articolata possibile rivolta alle necessità delle persone che vi accedono. Sono Servizi sia a carattere residenziale che semiresidenziale che accolgono persone con problematiche di dipendenza da sostanze legali e illegali e nei confronti delle quali, in accordo con gli operatori dei Ser.T./NOA/SMI, predispongono un progetto terapeutico personalizzato che si articola su un periodo di tempo non superiore a 18 mesi. Sono Servizi sia a carattere residenziale che semiresidenziale che accolgono persone con problematiche di dipendenza da sostanze legali e illegali e nei confronti delle quali, in accordo con gli operatori dei Ser.T./NOA/SMI, predispongono un progetto terapeutico personalizzato a prevalente carattere educativo che si articola su un periodo di tempo non superiore a 30 mesi. Con il termine di trattamento specialistico si intende un percorso terapeutico rivolto a persone con problemi di dipendenza molto specifici o associati a situazioni cliniche e personali particolari. Questo tipo di trattamento ha luogo sia in unità di offerta che lo realizzano in modo esclusivo, sia in unità d’offerta che mettono a disposizione moduli specifici. La durata del trattamento specialistico non supera un arco di tempo di 18 mesi.
Eriberto Barone
Eriberto Barone
2025-07-23 14:10:34
Numero di risposte : 19
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Nelle Comunità di Dianova lavorano equipe multidisciplinari di professionisti: psicologi e psicoterapeuti, educatori professionali, psichiatri, operatori di comunità, medici e infermieri etc. In base alle attività, ai laboratori o ai progetti che vengono proposti e realizzati nelle strutture, vengono impiegate altre figure professionali: insegnanti, maestri d’arte, formatori etc. La legge e la deontologia vincolano tutto il personale di Dianova al segreto professionale e alla tutela della privacy che è garantita dalla costante applicazione della legge specifica in materia. Sì, durante la fase di valutazione con il centro di ascolto vengono comunicati tempi e modalità. Sì, durante la fase di valutazione con il centro di ascolto vengono comunicati tempi e modalità.
Valdo Riva
Valdo Riva
2025-07-14 16:19:21
Numero di risposte : 9
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Quando si parla di comunità di recupero ci si riferisce a un ambiente caratterizzato dalla convivenza e dalla condivisione del quotidiano con un gruppo che condivide esperienze di dipendenza e un percorso di riabilitazione. Le principali caratteristiche della comunità di recupero sono quindi il gruppo, la condivisione del quotidiano e il sostegno di personale medico e terapeutico specializzato, che configura un percorso di recupero personalizzato. Le comunità si basano tutte sulla concezione di uno spazio di confronto in cui si condividono esperienze ed emozioni, ci si organizza dal punto di vista pratico conquistando autosufficienza e si acquisiscono importanti skills emotive, sociali e personali. La vita in comunità permette alla persona di sperimentarsi in un contesto protettivo, lontano da fattori che possano innescare il desiderio di utilizzo della sostanza. La dimensione sociale della vita in comunità, la vita in gruppo con altri che condividono lo stesso obiettivo, è fondamentale per trovare comprensione e motivazione, elemento centrale per andare avanti nel percorso di riabilitazione. La prima fase del percorso consiste nella disintossicazione con costante controllo della situazione medica e aiuto farmacologico. La comunità costituisce un luogo di incontro e confronto, dove il paziente si deve sentire sostenuto e supportato in modo da sperimentarsi nel suo percorso di cambiamento. Le regole della comunità e tutta la cornice di medici, psicologi, infermieri ed educatori forniscono un ambiente protetto, che rappresenta un vero e proprio banco di prova, rispetto alle condotte che in futuro dovranno essere adottate nella realtà esterna.