Come funziona l'assistenza sanitaria interregionale?

Diamante Fabbri
2025-08-09 15:38:19
Numero di risposte
: 14
I cittadini affiliati al servizio sanitario italiano devono chiedere autorizzazione preventiva all'Azienda ASL di competenza in talune fattispecie.
L’assistito è tenuto ad anticipare i costi della prestazione sanitaria.
L’entità del rimborso è pari alla tariffa regionale della prestazione, al netto dell’eventuale compartecipazione della spesa se dovuta.
L’assistito ai fini di una maggiore garanzia del rimborso della prestazione che vuole ricevere in Ue, può presentare all’ASL una richiesta di verifica preventiva per accertare se, in base al tipo di prestazione, è necessaria una autorizzazione preventiva e per avere informazioni su modi, tempi ed entità del rimborso.
Tutte le richieste sono prese in carico dagli uffici delle ASL competenti per l’assistenza sanitaria all’estero.
Il Ministero della salute ha istituito il Punto di contatto nazionale che fornisce ai pazienti le informazioni per facilitare l’accesso all’assistenza sanitaria transfrontaliera all’interno dell’Unione europea.

Sara Rinaldi
2025-08-03 00:18:56
Numero di risposte
: 15
Se prescrive PRESTAZIONI SANITARIE, VISITE o ESAMI è valida su TUTTO il territorio NAZIONALE, pertanto il cittadino può effettuare la prenotazione anche in una Regione diversa da quella di residenza, chiamando i CUP (Centri Unici di Prenotazione) competenti.
Anche se la validità è variabile da Regione a Regione, in genere è di 6 mesi.
In alcune situazioni, al cittadino è consentita la scelta temporanea del medico di fiducia al di fuori del proprio ambito territoriale Asl.
Una di queste situazioni è proprio quella riferibile a motivi di SALUTE.
La scelta del medico di base può essere fatta se si sposta la residenza per un minimo di tre mesi sino ad un massimo di un anno.
Se ci si sposta dal proprio Comune di residenza per un periodo inferiore ai 3 mesi, non è necessario scegliere un nuovo medico di famiglia, perché l’assistenza medica è garantita dagli ospedali pubblici e dal servizio della guardia medica turistica.

Giobbe Longo
2025-07-24 20:58:24
Numero di risposte
: 16
La persone può richiedere il domicilio sanitario presso la ASL in cui si trova ricevendo quindi l’assistenza sanitaria di cui ha necessità.
Possono richiedere il domicilio sanitario tutti i cittadini già iscritti al Servizio Sanitario presso la propria ASL.
La richiesta di domicilio sanitario va rivolta agli uffici preposti della ASL di dimora provvisoria.
Solitamente alla domanda va allegata copia della propria tessera sanitaria e di un documento di riconoscimento oltre a documentazione a supporto del trasferimento provvisorio.
Un altro aspetto importante è quello delle visite e dei ricoveri presso strutture fuori regione.
In linea generale la normativa vigente tende a privilegiare percorsi diagnostici e d cura presso la regione di residenza.
Le Regioni disciplinano però la materia salvaguardando, pur con modalità differenti, il ricorso a cure appropriate e specialistiche anche fuori regione quando vi sia carenza di strutture adatte alla cura di determinate patologie.
In linea generale questi interventi sanitari possono essere richiesti quando si è in grado di dimostrare che le cure devono necessariamente effettuarsi fuori dal territorio regionale ed in una struttura specializzata.
È solitamente necessaria preventiva autorizzazione della competente ASL e se previsto dall’ordinamento regionale di residenza.

Artemide Ferretti
2025-07-14 19:30:36
Numero di risposte
: 19
La mobilità sanitaria si verifica quando un cittadino riceve una prestazione sanitaria in una regione diversa da quella di residenza, oppure, in alcuni casi, all’estero.
La mobilità interregionale è la forma più comune e si verifica quando un paziente si sposta in un’altra regione italiana per ricevere cure.
Può essere programmabile, ad esempio, un intervento chirurgico in un centro specializzato.
D’urgenza, quando il paziente si trova in un’altra regione e ha bisogno di cure immediate.
In questi casi, il rimborso dei costi è regolato da accordi tra regioni.
La regione di residenza del paziente copre le spese sostenute dalla regione che ha erogato il servizio.
Il costo della prestazione viene rimborsato dalla regione di residenza del paziente alla regione che l’ha erogata.
Il cittadino, in linea generale, non deve sostenere costi aggiuntivi rispetto al ticket previsto, salvo spese di viaggio, vitto e alloggio, che rimangono a suo carico.
Il funzionamento della mobilità sanitaria dipende in gran parte dalla capacità delle regioni di programmare l’offerta sanitaria, evitare disuguaglianze territoriali e migliorare l’integrazione tra i servizi.
Un sistema efficiente di mobilità sanitaria garantisce accesso equo alle cure per tutti, favorisce la specializzazione dei centri su tutto il territorio nazionale, permette ai pazienti di curarsi dove trovano migliori competenze e tecnologie.
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