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Come funziona la mobilità sanitaria?

Roberta Amato
Roberta Amato
2025-08-03 00:03:13
Numero di risposte : 20
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La mobilità sanitaria passiva si verifica quando un cittadino residente in una determinata regione italiana si sposta in un’altra regione per ricevere cure mediche. In questo caso, la regione di residenza del paziente, che non ha erogato il servizio, deve rimborsare la regione che lo ha fatto. Il sistema sanitario nazionale prevede un meccanismo di compensazione economica tra le regioni. Ogni anno, le Regioni si scambiano dati sulle prestazioni sanitarie erogate a cittadini non residenti. Alla fine del processo, si calcola un saldo: Le regioni che hanno accolto più pazienti ricevono un rimborso. Le regioni che hanno “perso” pazienti devono pagare. I motivi che spingono un paziente a spostarsi dalla propria regione di residenza per ricevere assistenza sanitaria sono molteplici: Mancanza di strutture specializzate per determinate patologie; Lunghi tempi di attesa per esami, interventi o visite; Scarsa fiducia nella qualità dell’assistenza locale; Necessità di accedere a centri di eccellenza presenti solo in alcune regioni. Questa situazione si traduce in un costo economico per il sistema sanitario regionale e, spesso, in un indicatore di inefficienza o carenza di offerta sanitaria locale.
Umberto Galli
Umberto Galli
2025-07-26 19:57:09
Numero di risposte : 18
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La mobilità sanitaria si verifica quando un cittadino riceve una prestazione sanitaria in una regione diversa da quella di residenza, oppure, in alcuni casi, all’estero. La mobilità sanitaria può avvenire per vari motivi: La presenza di centri di eccellenza non disponibili nella regione di residenza; Tempi di attesa troppo lunghi per esami o interventi; Scelte personali legate alla fiducia verso determinate strutture o specialisti. Per capire come funziona, è importante distinguere le diverse forme di mobilità sanitaria: La mobilità interregionale è la forma più comune e si verifica quando un paziente si sposta in un’altra regione italiana per ricevere cure. Può essere programmabile, ad esempio, un intervento chirurgico in un centro specializzato, o di urgenza, quando il paziente si trova in un’altra regione e ha bisogno di cure immediate. La regione di residenza del paziente copre le spese sostenute dalla regione che ha erogato il servizio. Il paziente che intende usufruire della mobilità sanitaria deve verificare con la propria ASL di appartenenza la possibilità di ricevere il trattamento in un’altra regione. Deve accertarsi che si tratti di una prestazione rientrante nei LEA e richiedere, se necessario, l’autorizzazione preventiva. Il costo della prestazione viene rimborsato dalla regione di residenza del paziente alla regione che l’ha erogata. Il cittadino, in linea generale, non deve sostenere costi aggiuntivi rispetto al ticket previsto, salvo spese di viaggio, vitto e alloggio, che rimangono a suo carico.
Rosanna Pagano
Rosanna Pagano
2025-07-15 00:20:25
Numero di risposte : 13
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La mobilità sanitaria si fa riferimento alle implicazioni economiche del diritto del cittadino ad ottenere cure, a carico del proprio sistema sanitario, anche in un luogo diverso da quello di residenza o di affiliazione. In particolare, si intende il flusso di fondi che segue un assistito dall'ente di affiliazione all'ente che eroga la prestazione sanitaria. Sul piano amministrativo e burocratico si possono definire, dal punto di vista di un ente competente o affiliante: mobilità attiva: il flusso di fondi in entrata per la compensazione di prestazioni erogate sul territorio di competenza ad assistiti di altro ente, in virtù di leggi o trattati. Mobilità passiva: il flusso di fondi in uscita per la compensazione di prestazioni erogate a propri assistiti al di fuori dal territorio di competenza, in virtù di leggi o trattati. Per mobilità sanitaria interaziendale si intende quel flusso di denaro che viene corrisposto ad una azienda sanitaria locale, a fronte di una prestazione sanitaria erogata ad un utente affiliato ad un'altra azienda, nel quadro della libera scelta dell'erogatore sul territorio nazionale. Le prestazioni che rientrano nel meccanismo di compensazione della mobilità sanitaria interregionale si dividono in: attività di ricovero, assegnazione di medico di medicina generale o pediatra di libera scelta, specialistica ambulatoriale, farmaceutica, cure termali, somministrazione diretta di farmaci, trasporto con ambulanza ed elisoccorso. Per mobilità sanitaria internazionale si intendono i meccanismi di compensazione retti dalla normativa sulla libera circolazione e la sicurezza sociale nell'ambito dell'Unione europea, dello spazio economico europeo e della Svizzera, oppure da specifici trattati.