Cos'è la mobilità passiva?

Claudia Gatti
2025-08-09 00:09:33
Numero di risposte
: 17
La mobilità sanitaria passiva si verifica quando un cittadino residente in una determinata regione italiana si sposta in un’altra regione per ricevere cure mediche. In questo caso, la regione di residenza del paziente, che non ha erogato il servizio, deve rimborsare la regione che lo ha fatto. In termini semplici, è “passiva” la regione che perde il paziente e deve pagare per le cure ricevute altrove. Questa situazione si traduce in un costo economico per il sistema sanitario regionale e, spesso, in un indicatore di inefficienza o carenza di offerta sanitaria locale. La mobilità sanitaria passiva ha ripercussioni su più livelli: Perdita economica: le regioni meno attrattive devono destinare risorse ai rimborsi anziché investirle localmente. Impoverimento del sistema sanitario locale: meno pazienti significa meno esperienza per gli operatori e meno incentivi al miglioramento. Disuguaglianza sociale: non tutti i cittadini possono permettersi viaggi, soggiorni e spese accessorie per curarsi altrove, con un impatto negativo sull’equità del sistema. La mobilità sanitaria passiva è un fenomeno che riflette le disuguaglianze territoriali del nostro sistema sanitario.

Leonardo Pellegrino
2025-08-04 20:05:37
Numero di risposte
: 18
mobilità passiva: il flusso di fondi in uscita per la compensazione di prestazioni erogate a propri assistiti al di fuori dal territorio di competenza, in virtù di leggi o trattati.
Sul piano amministrativo e burocratico si possono definire, dal punto di vista di un ente competente o affiliante.
L'osservazione ed il monitoraggio della mobilita sanitaria assume un ruolo primario nella programmazione sanitaria di ogni regione.
Per mobilità sanitaria interaziendale si intende quel flusso di denaro che viene corrisposto ad una azienda sanitaria locale, a fronte di una prestazione sanitaria erogata ad un utente affiliato ad un'altra azienda, nel quadro della libera scelta dell'erogatore sul territorio nazionale.
Le prestazioni che rientrano nel meccanismo di compensazione della mobilità sanitaria interregionale si dividono in: attività di ricovero specialistica ambulatoriale farmaceutica cure termali somministrazione diretta di farmaci trasporto con ambulanza ed elisoccorso.
Per mobilità sanitaria internazionale si intendono i meccanismi di compensazione retti dalla normativa sulla libera circolazione e la sicurezza sociale nell'ambito dell'Unione europea, dello spazio economico europeo e della Svizzera, oppure da specifici trattati.
Con la locuzione mobilità sanitaria si fa riferimento alle implicazioni economiche del diritto del cittadino ad ottenere cure, a carico del proprio sistema sanitario, anche in un luogo diverso da quello di residenza o di affiliazione.
In particolare, si intende il flusso di fondi che segue un assistito dall'ente di affiliazione all'ente che eroga la prestazione sanitaria.

Giacinta Leone
2025-07-22 10:12:18
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: 16
Mobilità passiva esprime l’indice di fuga da una Regione, ovvero le prestazioni sanitarie erogate ai cittadini in una Regione diversa da quella di residenza.
Dal punto di vista economico, per ciascuna Regione e Provincia Autonoma, la mobilità passiva costituisce una voce di debito.
La Regione che eroga la prestazione viene rimborsata da quella di residenza del cittadino tramite il meccanismo di compensazione interregionale della mobilità sanitaria.
Di contro, le tre Regioni con il maggiore indice di fuga, quindi parliamo di mobilità passiva, generano debiti superiori a 400 milioni di euro ciascuna: in testa Lazio, Campania e Lombardia, che insieme rappresentano quasi un terzo del totale.
Il restante 69,6% si distribuisce tra le altre Regioni e Province autonome.
Le Regioni sono state suddivise in sei categorie: quelle con saldo negativo rilevante si trovano tutte al Sud, ad eccezione del Lazio.
Garantire il diritto alla tutela della salute su tutto il territorio nazionale significa evitare che intere aree del Paese continuino a esportare pazienti e miliardi di euro.
La mobilità sanitaria finirà per penalizzare sempre più i cittadini più fragili, minando alle fondamenta l’universalità del Servizio Sanitario Nazionale.

Sarah Colombo
2025-07-14 23:00:53
Numero di risposte
: 13
La mobilizzazione passiva è una tecnica fisioterapica che viene svolta dal fisioterapista o da macchinari specifici su pazienti che hanno subito interventi chirurgici.
Con la mobilitazione passiva, il terapista può lavorare sulle articolazioni, sui tessuti molli e sui muscoli, aumentando la mobilità articolare e la circolazione locale, riducendo il dolore e la rigidità muscolare.
Può essere praticata dal fisioterapista o da alcuni specifici macchinari.
Può essere utilizzata in seguito ad un intervento chirurgico, dopo un evento traumatico, per le persone con rom articolare ridotto, per ridurre il dolore, per riattivare la funzione articolare, per prevenire retrazioni e problematiche legate all’immobilizzazione.
La mobilizzazione passiva è una tecnica fisioterapica che viene svolta dal fisioterapista o da macchinari specifici su pazienti che hanno subito interventi chirurgici, hanno limitazioni articolari, hanno subito un evento traumatico neurologico.
Viene effettuata allo scopo di ridurre il dolore, migliorare l’articolarità, ridurre il tono e lo spasmo muscolare e riattivare la circolazione.
La mobilizzazione passiva di un ginocchio viene effettuata in fase acuta (dopo un intervento, dopo un evento traumatico), per ridurre il dolore, per riattivare la circolazione, per recuperare il rom articolare, per evitare retrazioni e accorciamenti.

Michela Longo
2025-07-14 19:26:06
Numero di risposte
: 15
La mobilità sanitaria si verifica quando un paziente riceve cure in una regione diversa da quella di residenza.
Si distingue in:
Mobilità attiva: quando una regione attrae pazienti da altre regioni.
Mobilità passiva: quando i residenti di una regione si spostano altrove per ricevere cure.
Il flusso di pazienti dal Sud al Nord evidenzia le profonde disuguaglianze nell’offerta sanitaria.
Le regioni meridionali, come Calabria, Sicilia e Campania, registrano i maggiori saldi passivi, indicando una carenza di strutture adeguate e personale specializzato.
Questa situazione comporta non solo un onere economico per le regioni di origine, ma anche disagi significativi per i pazienti e le loro famiglie, costretti a viaggiare per accedere a cure appropriate.
La necessità di accedere a centri altamente specializzati, spesso concentrati nel Nord Italia, obbliga questi pazienti a spostamenti frequenti e onerosi.
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