La misura riguarda tutti i lavoratori dipendenti, inclusi i militari, e comporta un incremento del netto in busta paga senza alcuna penalizzazione sulla futura pensione.
Il taglio del cuneo fiscale consiste nella riduzione dei contributi previdenziali a carico del lavoratore, compresi i militari, senza effetti negativi sull’importo pensionistico futuro.
In pratica, si riducono le trattenute sullo stipendio, determinando un aumento del netto in busta paga, senza variazioni del lordo.
L’agevolazione consiste in una riduzione dei contributi previdenziali trattenuti dalla retribuzione, calcolata in base al reddito annuo.
Le soglie previste sono: Redditi tra 15.000 e 20.000 euro → Riduzione contributiva del 4,8%
Redditi tra 20.000 e 32.000 euro → Detrazione fiscale di 1.000 euro annui, distribuita mensilmente in busta paga
Redditi tra 32.000 e 40.000 euro → Detrazione fiscale che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi sopra i 40.000 euro.
Non sempre il taglio del cuneo fiscale è vantaggioso per tutti.
Chi percepisce redditi extra, come affitti, attività occasionali o compensi professionali, potrebbe superare le soglie di accesso e dover restituire l’importo ricevuto, in fase di conguaglio fiscale nel 2026.
Un marinaio con un reddito da lavoro dipendente poco inferiore a 32.000 euro, che percepisce ulteriori 10.000 euro da locazioni immobiliari, supera la soglia massima prevista per il beneficio.
Se ha ricevuto l’agevolazione ogni mese, sarà tenuto a restituirlo integralmente al momento del conguaglio fiscale.
Anche piccoli aumenti non previsti, come arretrati contrattuali, premi FESI o pagamenti relativi a CFG e CFI, possono far superare la soglia, con la conseguente perdita del beneficio e l’obbligo di restituzione totale o parziale delle somme percepite.