Cosa è cambiato per le successioni?

Timoteo Moretti
2025-08-07 07:21:16
Numero di risposte
: 16
Cosa è cambiato per le successioni?
Le modifiche all’articolo 1 del Tus, concernente l’oggetto dell’imposta sulle successioni e donazioni.
La norma, ora, ricomprende, oltre ai trasferimenti di beni e diritti per successione a causa di morte o per donazione, i trasferimenti di beni e diritti “a titolo gratuito”, nonché quelli “derivanti da trust e da altri vincoli di destinazione”.
L’introduzione del principio dell’autoliquidazione dell’imposta, previsto dall’articolo 27, comma 2, del Testo unico.
L’imposta è liquidata dai soggetti obbligati al pagamento in base alla dichiarazione di successione.
Il pagamento è effettuato entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione di successione.
Lo svincolo delle attività cadute in successione da parte delle banche e degli altri intermediari finanziari, al fine di consentire all’unico erede, di età anagrafica non superiore a 26 anni, di assolvere al pagamento delle imposte ipotecaria, catastale e di bollo.
Tale requisito si intende soddisfatto anche nel caso in cui vi sia la presenza di altri chiamati all’eredità che, alla data di presentazione della suddetta richiesta, abbiano rinunciato all’eredità stessa.
La disciplina relativa alle modalità di presentazione della dichiarazione di successione, da presentarsi, in via generale, telematicamente.
La deducibilità dei debiti contratti dal defunto negli ultimi sei mesi di vita, esistenti alla data di apertura della successione.
Tali debiti sono deducibili se impiegati, tra l’altro, in spese di mantenimento e spese mediche e chirurgiche.
L’abrogazione della normativa disciplinante l’istituto del cosiddetto “coacervo successorio”.
Il decreto delegato prevede espressamente che le modifiche introdotte abbiano effetto per le successioni aperte e gli atti a titolo gratuito fatti a partire dal 1° gennaio 2025.
L’esonero dal regime di responsabilità solidale per il pagamento dell’imposta sulle successioni e donazioni, nonché delle imposte ipotecaria e catastale, in favore degli enti del Terzo settore, nonché di tutti i soggetti indicati nell’articolo 3 del Tus.

Morgana Neri
2025-08-02 07:19:47
Numero di risposte
: 17
A partire dal 1° gennaio 2025, il processo di dichiarazione di successione ha subito un’importante trasformazione con l’introduzione del principio di autoliquidazione dell’imposta. Dal 2025, invece, l’erede diventa responsabile del calcolo e del pagamento dell’imposta, basandosi sui dati inseriti nella dichiarazione di successione. Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025, gli eredi devono calcolare e versare l’imposta in fase di compilazione della dichiarazione di successione. La riforma prevede inoltre che gli uffici dell’Agenzia delle Entrate mantengano il controllo sull’autoliquidazione, verificando la correttezza delle dichiarazioni presentate dai contribuenti. ✅ Autoliquidazione obbligatoria: dal 1° gennaio 2025, l’erede calcola e versa direttamente l’imposta di successione. Con questa riforma, la dichiarazione di successione diventa un processo più autonomo per il contribuente, che assume la responsabilità di calcolare correttamente l’imposta dovuta.

Violante Grassi
2025-07-26 21:46:13
Numero di risposte
: 20
Dal 1° gennaio 2025, a seguito dell’intervento normativo in esame, il procedimento di liquidazione dell’imposta sulle successioni è stato modificato come segue: l’imposta di successione è liquidata dai soggetti obbligati al pagamento della stessa in base alla dichiarazione di successione. In caso di successiva presentazione di dichiarazione sostitutiva o integrativa, l’imposta è nuovamente autoliquidata. Il versamento dell’imposta di successione deve essere effettuato entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione. In alternativa, è possibile procedere al pagamento dell’imposta sulle successioni autoliquidata nella misura non inferiore al 20 per cento, entro il medesimo termine di 90 giorni e, per il rimanente importo, in 8 rate trimestrali o in un massimo di 12 rate trimestrali. Non è consentito rateizzare importi inferiori a 1.000 euro. Resta fermo il termine di liquidazione e versamento delle imposte ipotecaria e catastale, che deve essere effettuato entro il termine di presentazione della dichiarazione di successione. Successivamente, gli uffici effettuano il controllo della regolarità dell’autoliquidazione delle imposte e tasse effettuata dal contribuente, nonché dei versamenti e la loro rispondenza con i dati indicati nella dichiarazione. L’ufficio provvede a correggere eventuali errori materiali e di calcolo commessi dal dichiarante nella determinazione della base imponibile o dell’imposta dovuta. Qualora risulti dovuta una maggiore imposta, l’ufficio notifica apposito avviso di liquidazione nel termine di decadenza di due anni dalla data di presentazione della dichiarazione della successione, con l’invito a effettuare, entro 60 giorni, il pagamento. Secondo le novità normative quindi devono pertanto considerarsi: imposta principale quella autoliquidata dai soggetti obbligati al pagamento e quella liquidata dall’ufficio sulla base della dichiarazione, imposta complementare l’imposta, o la maggiore imposta, liquidata dall’ufficio in base ad accertamenti d’ufficio o di rettifica. In ragione del nuovo procedimento di autoliquidazione è stata eliminata la definizione di imposta suppletiva.

Alfredo Russo
2025-07-16 23:23:05
Numero di risposte
: 25
La normativa valida fino al 31/12/2024 prevede che l‘imposta di successione viene liquidata d’ufficio dall’Agenzia delle Entrate, anche se la dichiarazione di successione è stata presentata dopo la scadenza del termine ma prima della notifica dell’accertamento d’ufficio. La normativa che sarà vigente dal 01/01/2025 prevedrà che i soggetti obbligati al pagamento autoliquideranno l’imposta di successione, anche se la dichiarazione di successione verrà presentata dopo la scadenza del termine ma prima della notifica dell’accertamento d’ufficio. Il pagamento dovrà essere effettuato dal contribuente nel termine di 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione di successione. L’ufficio dell’Agenzia delle Entrate effettuerà una verifica sulla regolarità dell’autoliquidazione, anche servendosi di procedure automatizzate. Eventualmente, andrà a correggere gli errori materiali e di calcolo commessi dal dichiarante nella determinazione della base imponibile. Per quanto concerne la determinazione dell’imposta di successione, rimangono in vigore le franchigie nei confronti dei parenti più stretti. Vi è una franchigia del valore di 1 milione di euro a favore del coniuge e dei parenti in linea retta. Alla parte eccedente la franchigia verrà applicata una aliquota del 4%. Vi è una franchigia del valore di 100 mila euro a favore di fratelli e sorelle. Alla parte eccedente la franchigia verrà applicata una aliquota del 4%. L’imposta di successione viene applicata anche ai trasferimenti derivanti da trust e altri vincoli di destinazione. L’applicazione dell’imposta avviene al momento del trasferimento dei beni e dei diritti a favore dei beneficiari. Rimane la possibilità di dilazionare il pagamento, in misura non inferiore al 20% della somma dovuta entro i 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione di successione. Il rimanente può essere rateizzato in un numero di otto rate trimestrali, o un massimo di dodici rate se l’importo è superiore a 20.000 euro.
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