La possibilità per le lavoratrici di conseguire la pensione anticipata optando per il calcolo contributivo, cosiddetta opzione donna, è stata più volte prorogata e le leggi di bilancio 2021 e 2022 hanno prorogato questa possibilità rispettivamente alle lavoratrici che entro il 31 dicembre 2020 ed entro il 31 dicembre 2021 hanno maturato almeno 35 anni di contribuzione e un’età pari o superiore a 58 anni se dipendenti e a 59 anni se autonome.
Le lavoratrici che perfezionano i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2021 possono conseguire il trattamento pensionistico anche successivamente all'apertura della cosiddetta "finestra mobile".
La Legge di Bilancio per il triennio 2023-2025 ha apportato sostanziali modifiche alla normativa riguardante il pensionamento anticipato con “Opzione donna”, prevedendo questa possibilità, con requisiti da perfezionare entro il 31.12.2022, solo alle lavoratrici che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità, ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.
Le lavoratrici caregiver e invalide almeno al 74% possono accedere al trattamento pensionistico con un’età anagrafica di almeno 60 anni se senza figli, 59 anni se con 1 figlio, 58 anni se con almeno 2 figli.
Le lavoratrici licenziate o dipendenti da aziende in crisi, invece, devono aver perfezionato, sempre entro il 31.12.2022, 35 anni di contribuzione e 58 anni di età, indipendentemente dal numero dei figli.
Non è più prevista la differenziazione dell’età per gestioni e i predetti requisiti anagrafici sono validi sia per le dipendenti che per le autonome.