L’indennità NASpI viene infatti erogata a tutti coloro che hanno perso il lavoro involontariamente.
Possono accedere al sussidio tutti coloro che, negli ultimi quattro anni prima della disoccupazione, abbiano versato almeno 13 settimane di regolare contribuzione.
Possono accedere al sussidio i disoccupati che, prima del licenziamento, avevano firmato un contratto di lavoro subordinato.
Tuttavia, lavoratori agricoli e dipendenti della Pubblica Amministrazione non possono accedere alla NASpI.
In caso di difficoltà economiche, i liberi professionisti possessori di partita IVA possono accedere ad un contributo mensile che va da 250 a 800 euro.
La partita IVA del richiedente dovrà essere in attivo da almeno tre anni.
Oltre all’iscrizione negli elenchi dei lavoratori agricoli, gli interessati potranno accedere alla disoccupazione agricola solo nel rispetto del requisito contributivo.
Questo prevede il versamento di almeno 102 giorni di contribuzione giornaliera, versati tra l’anno di competenza e quello precedente.
Potranno però accedere solamente i disoccupati over 50 che rispettano determinati requisiti.
Possono infatti richiederlo: coloro che risultano disoccupati da 45 giorni, dopo aver cumulato almeno 110 giorni di lavoro (o, in alternativa, 440 ore) negli ultimi dodici mesi;
chi ha concluso la procedura di Mancanza di Occasioni di Lavoro tramite Agenzia per il lavoro e risulta disoccupato da almeno 45 giorni.
L’Assegno di Inclusione è destinato alle famiglie che contano, tra i propri membri, un anziano over 60, minori o disabili.
Il Supporto Formazione e lavoro, invece, è un contributo economico destinato a chi ha tra i 18 e i 59 anni, ossia ai cosiddetti soggetti occupabili.
I percettori, infatti, sono tenuti a frequentare corsi di aggiornamento professionale per poter ricevere il contributo mensile.
Nella sua attuale configurazione, la misura è destinata ai lavoratori in Cassa integrazione straordinaria (da qui il nome “Assegno di Ricollocazione Cigs”).
Gli aventi diritto potranno ottenere supporto personalizzato presso Centri per l’Impiego o enti accreditati.
Centri ed entri, una volta ricollocato l’assistito, potranno ottenere un importo variabile, che va da un minimo di 250 ad un massimo di 5.000 euro, a seconda della tipologia di contratto sottoscritto.