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Cos'è l'indice di fuga?

Federica Negri
Federica Negri
2025-08-01 12:39:52
Numero di risposte : 15
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La mobilità passiva è l’indice di fuga da una regione misurato attraverso una valutazione delle prestazioni sanitarie erogate ai cittadini al di fuori della regione di residenza. Il confronto tra l’indice di attrazione e quello di fuga fornisce un quadro sull’efficacia e sull’efficienza di ogni Servizio sanitario regionale nella capacità di rispondere ai bisogni di salute della popolazione residente. Inoltre è indirettamente identificativo della qualità dei servizi sanitari erogati così come percepita dai cittadini. Le sei regioni con un indice più alto generano debiti per oltre 300 milioni di euro, con Lazio e Campania che insieme contribuiscono a circa un quarto della mobilità passiva. In questo caso i dati disponibili documentano differenze più sfumate tra Nord e Sud. Se quasi tutte le regioni Meridionali hanno elevati indici di fuga, questi sono rilevanti anche in alcune regioni del Nord con un alto tasso di mobilità attiva come la Lombardia. Verosimilmente, si legge nel report, questo documenta specifiche preferenze dei cittadini agevolati dalla facilità di spostamento tra le regioni del Nord con elevata qualità dei servizi sanitari. Si tratta della cosiddetta “mobilità di prossimità”. È opportuno distinguere la componente fisiologica della mobilità regionale da quella determinata da carenze dell’offerta della regione di residenza del paziente. Mentre la prima riguarda la dislocazione dei bacini di utenza come, ad esempio, i residenti in province confinanti con altre regioni, villeggianti, etc., è la seconda a rappresentare la “reale” mobilità sanitaria. Per questo nel Patto per la salute 2019-2021 è previsto che il governo e le regioni si impegnino a mappare i flussi declinati per tipologia di prestazione, a individuare la corrispondenza con situazioni specifiche di carenza dell’offerta e a redigere un “Piano di contrasto” alla mobilità passiva, potenziando la capacità di offerta nei settori che si rivelino critici.
Kai Barone
Kai Barone
2025-07-28 12:54:43
Numero di risposte : 15
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Con mobilità passiva si definisce il numero di pazienti che vanno a farsi curare in una regione diversa da quella di residenza. Un’elevata emigrazione è quindi indice di uno standard assistenziale insufficiente. La mobilità può quindi essere di prossimità, per la quale l’utente sceglie la struttura sanitaria più vicina, anche se dislocata in una regione in cui non risiede. Un indice di fuga pari all’8,7%: dal 3,4% del Lazio al 43,4% del Molise, il 30,8% della Basilicata, il 26,8% dell’Umbria e il 23,6% della Calabria.
Karim Romano
Karim Romano
2025-07-14 23:06:15
Numero di risposte : 17
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Mobilità passiva: esprime l’indice di fuga da una Regione, ovvero le prestazioni sanitarie erogate ai cittadini in una Regione diversa da quella di residenza. Di contro, le tre Regioni con il maggiore indice di fuga, quindi parliamo di mobilità passiva, generano debiti superiori a 400 milioni di euro ciascuna: in testa Lazio (11,8%), Campania (9,6%) e Lombardia (8,9%), che insieme rappresentano quasi un terzo del totale.
Luisa Coppola
Luisa Coppola
2025-07-14 20:32:56
Numero di risposte : 17
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La percentuale di ricoveri della stessa popolazione di pazienti fuori dalla Regione di residenza è anche detto “Indice di fuga fuori regione”. L’indagine di Agenas ha premiato Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto e Liguria come le regioni nelle quali la Rete Oncologica è gestita con la maggiore efficienza, mentre Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Lazio, pur a fronte di buone capacità produttive, presentano margini di miglioramento. Diversa la situazione tra le regioni del Sud-Italia: Calabria, Molise, Umbria, Sardegna, Basilicata e Abruzzo presentano Reti Oncologiche ancora embrionali, non in grado di soddisfare adeguatamente le necessita dei pazienti residenti e connotate da indici di fuga e mobilità elevate. Due parametri, lo ricordiamo, che incidono sensibilmente sulla qualità di vita dei pazienti oncologici, costretti ad affrontare lunghi viaggi dentro e fuori dalla Regione per portare avanti il percorso di cura. Anche osservando la percentuale di ricoveri effettuati fuori Regione, la situazione rimane invariata: il Friuli Venezia-Giulia è la regione con l’indice di fuga più basso, la Calabria quella con l’indice più elevato.