La riforma prevede l'introduzione di un nuovo codice sui contratti pubblici che segua il percorso già tracciato da altri provvedimenti legislativi, come ad esempio il decreto-legge 77/2021, e che provveda ad un riordino organico e complessivo di vari argomenti.
Un nuovo codice sui contratti pubblici deve seguire il percorso già tracciato da altri provvedimenti legislativi, e provvedere ad un riordino organico e complessivo di vari argomenti.
Tra questi vi è il pieno allineamento e sinergia con il diritto dell’Unione europea.
Inoltre vi è il rafforzamento dei poteri di vigilanza dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione.
Altro punto chiave è il garantire il pieno rispetto del principio di concorrenza e trasparenza nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.
La legge delega prevede anche la risistemazione del sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti, accorpandole e riaggregandole per una maggiore efficienza.
Un altro elemento importante è la promozione della partecipazione delle piccole-medie imprese alle gare d’appalto.
La semplificazione delle procedure per appalti sottosoglia e il potenziamento degli investimenti in tecnologie verdi, sostenibilità energetica, ambientale e digitali anche ai fini del conseguimento dell’Agenda ONU 2030 sono altri punti fondamentali.
Inoltre, la legge delega intende promuovere meccanismi e strumenti anche di premialità per realizzare le pari opportunità generazionali, di genere e di inclusione lavorativa per le persone con disabilità o svantaggiate.
Infine, la riduzione e certezza dei tempi relativi alle procedure di gara, alla stipula dei contratti, anche attraverso contratti-tipo predisposti dall'Autorità nazionale anticorruzione, rappresentano un ulteriore elemento di novità.