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Quanto può durare un contratto di collaborazione?

Nicoletta D'angelo
Nicoletta D'angelo
2025-11-18 22:48:13
Numero di risposte : 26
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La durata di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa non è specificata in modo esplicito, ma può essere rinnovato solo qualora l’azienda commissioni al collaboratore una nuova attività. La prestazione deve essere continuativa. Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa può essere attivato nel settore pubblico o privato. Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa è stato modificato dal decreto legislativo n. 81/2015 e dal decreto legislativo n. 81/2017. Il lavoratore con contratto Co.Co.Co. deve essere iscritto alla Gestione Separata Inps. I contributi sono: per i ⅔ a carico del committente; per ⅓ a carico del collaboratore. I lavoratori Co.Co.Co. hanno diritto all’indennità di disoccupazione. Non ha invece diritto a ferie e permessi, ma può richiedere il TFR in caso abbia eseguito prestazioni esclusivamente personali e la prestazione sia stata continuativa e organizzata dal committente anche riguardo i tempi e il luogo di lavoro.
Fabiano Rossi
Fabiano Rossi
2025-11-07 02:44:07
Numero di risposte : 26
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Nella collaborazione coordinata e continuativa non è previsto un tempo minimo o massimo di durata del contratto che può anche essere rinnovato più volte. La collaborazione coordinata e continuativa può prevedere un patto di esclusiva con il committente. Le collaborazioni coordinate e continuative dopo l’entrata in vigore del d.lgs. 276/03 Le collaborazioni coordinate e continuative sono state sostituite dal lavoro a progetto con il d.lgs. 276/03. Tuttavia, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa sono ancora possibili per: i collaboratori delle pubbliche amministrazioni; i pensionati di vecchiaia; coloro che collaborano con società sportive e associazioni di promozione sportiva riconosciute dal Coni (Comitato olimpico nazionale). Per le collaborazioni coordinate e continuative (per le quali non si applica l’art. 61 del d.lgs. 276/03), non è richiesta la forma scritta.
Max Orlando
Max Orlando
2025-11-05 09:03:46
Numero di risposte : 19
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La durata di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa dipende dalla prestazione per la quale è stato avviato il rapporto di lavoro. Significa, come detto, che il contratto non può durare in eterno ma deve essere legato alla prestazione. E significa anche che quando la prestazione è finita, si conclude anche la collaborazione. Non esiste un limite per il numero di collaborazioni coordinate e continuative che possono essere fatte per un’azienda. Tecnicamente, non si potrebbe parlare di «rinnovo» del contratto, poiché il rapporto di lavoro del co.co.co. è vincolato ad una determinata prestazione. Semmai, si dovrebbe avviare un nuovo rapporto, cioè fare un nuovo contratto di collaborazione coordinata e continuativa nel momento in cui il committente ha bisogno di un’ulteriore prestazione del co.co.co. A quel punto, si potrebbero fare tanti contratti quante prestazioni diverse occorrono. Trattandosi, appunto, di prestazioni diverse e di obiettivi diversi da raggiungere, non si può dire che il lavoratore sia sempre impegnato nella stessa mansione e con i vincoli dei dipendenti.
Andrea Marini
Andrea Marini
2025-10-22 15:39:56
Numero di risposte : 17
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La durata di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa dipende dalla prestazione per la quale è stato avviato il rapporto di lavoro. Significa, come detto, che il contratto non può durare in eterno ma deve essere legato alla prestazione. E significa anche che quando la prestazione è finita, si conclude anche la collaborazione. In realtà, non esiste un limite per il numero di collaborazioni coordinate e continuative che possono essere fatte per un’azienda. Tecnicamente, non si potrebbe parlare di «rinnovo» del contratto, poiché il rapporto di lavoro del co.co.co. è vincolato ad una determinata prestazione. Semmai, si dovrebbe avviare un nuovo rapporto, cioè fare un nuovo contratto di collaborazione coordinata e continuativa nel momento in cui il committente ha bisogno di un’ulteriore prestazione del co.co.co. A quel punto, si potrebbero fare tanti contratti quante prestazioni diverse occorrono.