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Qual è la percentuale di acconto IRPEF per il 2025?

Giobbe Longo
Giobbe Longo
2025-08-03 22:46:27
Numero di risposte : 16
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Non è citata la percentuale di acconto IRPEF per il 2025. Il comma 4 dello stesso articolo specificava tuttavia che per calcolare gli acconti dovuti per i periodi d’imposta 2024 e 2025 si assumesse, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata non applicando le disposizioni dei commi 1 e 2, ossia applicando disciplina “vecchia”. Successivamente, la legge di bilancio 2025 ha di fatto stabilizzato il regime transitorio intervenendo direttamente sul Tuir, tuttavia non ha modificato la disposizione del comma 4, con la conseguenza che per il calcolo degli acconti di Irpef e addizionali per il 2025 sarebbe rimasto in vigore il calcolo tramite la precedente disciplina precedente, quindi a quattro aliquote e a detrazione di lavoro dipendente più bassa. Il decreto n. 55/2025 ha riallineato l’acconto per Irpef e addizionali al calcolo sulle regole nuove attraverso una correzione sul testo del decreto n. 216/2023 che limita ora al solo calcolo dell’acconto effettuato lo scorso anno l’applicazione del vecchio regime e sancisce quindi di fatto l’applicazione del nuovo regime per il calcolo dell’acconto 2025. In particolare, alcuni Caf avevano segnalato che, in virtù di questo disallineamento, si potesse determinare un maggior carico fiscale per alcune categorie di contribuenti. A scongiurare questa possibilità era stato un comunicato stampa del ministero dell’Economia e delle Finanze dello scorso 25 marzo, che tra l’altro, aveva anticipato l’intervento del Governo anche in via normativa per consentire l’applicazione delle nuove aliquote del 2025 per la determinazione dell’acconto Irpef.
Mietta Vitale
Mietta Vitale
2025-07-27 12:10:53
Numero di risposte : 17
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La norma precedente imponeva di usare le aliquote 2023 anche per gli acconti 2025. Ora verranno usate le nuove aliquote strutturali introdotte dalla Legge di bilancio 2025, valide dal 1° gennaio 2025: 23% fino a 28.000€; 35% tra 28.000 e 50.000€; 43% oltre 50.000€. Gli acconti Irpef 2025 saranno calcolati con le nuove aliquote e le detrazioni aggiornate senza “traumi” per contribuenti autonomi e assimilati. Ciò garantisce più equità tra imposte e acconti, evitando versamenti superiori al dovuto. Per la grande maggioranza dei lavoratori dipendenti e pensionati non cambia nulla: le nuove aliquote erano già state “assorbite” nei calcoli delle ritenute Irpef 2025. Per gli altri, il cambiamento comporta una riduzione degli acconti dovuti nel 2025, con un recupero previsto nel saldo del 2026. Si precisa che solo circa 2,2 milioni di soggetti su 37,8 milioni sono realmente tenuti al versamento degli acconti Irpef. I fondi stanziati assicurano la copertura finanziaria dell’agevolazione.
Vitalba De Angelis
Vitalba De Angelis
2025-07-23 12:26:09
Numero di risposte : 17
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Il D.Lgs. n. 216/2023 ha contemporaneamente stabilito che gli acconti dovuti IRPEF e Addizionali comunali per i periodi d'imposta 2024 e 2025 dovessero essere calcolati invece sulla base dei quattro scaglioni e relative aliquote del 2023, determinando quindi versamenti in acconto superiori all’imposta dovuta per entrambe le annualità. L’applicazione delle disposizioni del D.Lgs. n. 216/2023 avrebbe danneggiato tutti i contribuenti (persone fisiche) che, a seconda della propria situazione reddituale, sarebbero stati costretti a versare acconti 2025 per importi non dovuti o superiori al dovuto. Effettuati i dovuti approfondimenti e verifiche, abbiamo appurato che, applicando il D.Lgs. 216/2023: 1. chi ha conseguito nel 2024 solo redditi di lavoro dipendente da 8.410 a 8.500 euro, per i quali il datore di lavoro ha effettuato le ritenute alla fonte (conguaglio corretto), presentando il 730 o il modello REDDITI PF senza chiedere ulteriori agevolazioni, avrebbe dovuto pagare un acconto 2025 non dovuto; 2. chi presenta la dichiarazione dei redditi indicando oneri e spese sostenute nel 2024, avrebbe dovuto versare un acconto 2025 non dovuto; 3. chi ha percepito redditi di diverse tipologie che determinano un’imposta dovuta, avrebbe dovuto versare un acconto in misura superiore all’effettiva imposta sui redditi 2025. A seguito di questa segnalazione, è stata riconosciuta la fondatezza della questione da noi sollevata e in data 23 aprile 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di acconti IRPEF dovuti per l’anno 2025 (n. 55/2025) che ha disciplinato il ricalcolo su tre aliquote.
Silvia Valentini
Silvia Valentini
2025-07-10 08:08:09
Numero di risposte : 25
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I lavoratori dipendenti e i pensionati senza redditi aggiuntivi non dovranno versare alcun acconto Irpef per il 2025. La Legge n 19 giugno 2025 n. 86, di conversione del DL 23 aprile 2025 n. 55, conferma la correzione delle modalità di calcolo dell’acconto Irpef 2025, inizialmente errate per via del mancato coordinamento tra il DLgs. 216/2023 e la L. 207/2024. Per il 2025, trovano quindi applicazione le regole ordinarie di determinazione degli acconti. A tal fine in data 15 maggio scorso sono anche state corrette le istruzioni al modello redditi pf 2025 e la nuova versione delle istruzioni conferma che l’acconto va calcolato secondo le consuete modalità, potendo scegliere tra il metodo storico e quello previsionale, e, in caso di adozione del primo, procedendo al ricalcolo solo nei casi espressamente previsti.
Maurizio Rossetti
Maurizio Rossetti
2025-07-10 07:22:01
Numero di risposte : 13
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L’acconto Irpef è dovuto se l’imposta dichiarata nell’anno in corso è superiore a 51,65 euro una volta sottratti le detrazioni, i crediti d’imposta, le ritenute e le eccedenze. L’acconto è pari al 100% dell’imposta dichiarata nell’anno oppure dell’imposta inferiore che il contribuente prevede di dover versare per l’anno successivo. L’acconto per l’anno in corso deve essere versato in una o due rate, a seconda dell’importo: unico versamento entro il 30 novembre dell'anno di imposta se l’acconto è inferiore a 257,52 euro due rate, se l’acconto è pari o superiore a 257,52 euro. La prima è pari al 40% e va versata entro il 30 giugno dell'anno di imposta, la seconda è pari al restante 60% e va versata entro il 30 novembre dello stesso anno. I soggetti che devono applicare gli Indici sintetici di affidabilità e i soggetti che rientrano nel regime forfetario effettuano un unico versamento entro il 30 novembre se l’importo totale dovuto non supera 206 euro l’acconto in due rate di pari importo entro le stesse scadenze previste per gli altri contribuenti.