:

Quali sono le variazioni IRPEF per il 2025?

Vincenzo Fiore
Vincenzo Fiore
2025-07-18 15:18:37
Numero di risposte : 16
0
L’IRPEF a tre marce diventa permanente. Dopo il “rodaggio” del 2024, che subentrava alla prima modifica introdotta già nel 2023, in cui l’imposta era passata da cinque a quattro scaglioni, la legge di Bilancio 2025 ha adesso confermato e, appunto, reso strutturale l’identico assetto “tripartito” dello scorso anno. Ecco dunque l’assetto IRPEF che ci porteremo avanti fino a un’eventuale nuova riforma: Redditi Aliquota Fino a 28.000 euro 23% Oltre 28.000 euro fino a 50.000 euro 35% Oltre 50.000 euro 43% Se aliquote e scaglioni non cambiano, ci sono invece delle novità da segnalare sul fronte delle detrazioni. Tre novità per l’esattezza… Prima cosa è l’innalzamento della detrazione sui redditi da lavoro dipendente, che fino alla soglia di 15.000 euro viene elevata dalla Legge di Bilancio 2025 da 1.880 a 1.955 euro. Lavoro dipendente: somma extra per i redditi fino 20.000 euro Viene poi riconosciuta ai titolari di reddito da lavoro dipendente non percettori di pensione, e che abbiano un reddito complessivo non superiore a 20.000 euro, l’erogazione in via automatica da parte sostituti d’imposta di una somma non soggetta a tassazione IRPEF che verrà determinata applicando al reddito da lavoro le seguenti percentuali: 7,1 per cento, se il reddito annuo di lavoro dipendente non è superiore a 8.500 euro; 5,3 per cento, se è superiore a 8.500 euro ma non a 15.000 euro; 4,8 per cento, se è superiore a 15.000 euro. Redditi over 20.000: nuova detrazione dall'imposta lorda Sempre per i titolari di redditi da lavoro dipendente non percettori di pensione, ma stavolta con redditi complessivi superiori a 20.000 euro, al posto della somma di cui abbiamo detto sopra viene invece riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda di importo variabile a seconda dell’ammontare del reddito complessivo, pari cioè: a 1.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 20.000 euro ma non a 32.000 euro; oppure al prodotto tra 1.000 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 8.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 32.000 euro ma non a 40.000 euro. In riferimento a quest’ultimo punto, se ad esempio il reddito complessivo annuo fosse di 35.000 euro, la detrazione verrebbe allora calcolata come segue: il rapporto tra 5.000 e 8.000 euro è pari a 0,625; quindi 1.000 x 0,625 è la detrazione spettante: 625 euro.
Amos Palumbo
Amos Palumbo
2025-07-10 05:55:04
Numero di risposte : 15
0
La riforma fiscale entra nel vivo con l’IRPEF 2025, rivoluzionata dalla circolare n. 4/E dell’Agenzia delle Entrate, che ufficializza le modifiche introdotte con la Legge di Bilancio 2025. Nuove aliquote IRPEF, detrazioni ricalibrate per i lavoratori dipendenti e limiti aggiornati alle agevolazioni familiari delineano un nuovo assetto tributario destinato a incidere direttamente sul potere d’acquisto di milioni di italiani. La riduzione degli scaglioni da quattro a tre, con nuove aliquote fiscali applicabili al reddito complessivo: 23% per redditi fino a 28.000 euro 35% per redditi superiori a 28.000 euro e fino a 50.000 euro 43% per redditi oltre i 50.000 euro. I redditi medio-bassi ne traggono beneficio grazie all'aliquota più bassa estesa fino a 28.000 euro. I redditi intermedi godono di una maggiore stabilità. Nessun vantaggio per chi supera i 50.000 euro, dove l’aliquota massima resta invariata. Detrazione fino a 1.955 euro per redditi sotto i 15.000 euro I lavoratori subordinati con reddito complessivo entro i 15.000 euro possono beneficiare di una detrazione aumentata a 1.955 euro. L’obiettivo è rafforzare il potere d’acquisto delle fasce più deboli, compensando il peso dell’inflazione. Per i lavoratori con redditi fino a 20.000 euro, è prevista una somma aggiuntiva esclusa dal reddito imponibile, erogata automaticamente in busta paga e calcolata in proporzione al reddito annuo. Fascia 20.000 – 32.000 euro: il nuovo beneficio in busta paga Per i lavoratori con redditi compresi tra 20.000 e 32.000 euro, la nuova circolare introduce una detrazione automatica di 1.000 euro. Tale importo decresce progressivamente fino ad annullarsi al superamento della soglia dei 40.000 euro. Il sostituto d’imposta (cioè il datore di lavoro) applica la detrazione direttamente sullo stipendio senza necessità di domanda da parte del contribuente.