Il regime forfettario rappresenta da anni un’opzione fiscale vantaggiosa per molti professionisti e piccoli imprenditori. Nel 2025, sono state introdotte importanti modifiche che impatteranno chi opera sotto questo regime.
Il D.Lgs. 13 dicembre 2024, n. 192, art. 5 ha introdotto due importanti cambiamenti per i professionisti in regime forfettario a partire dal 1° gennaio 2025.
Fino al 2024, le spese addebitate analiticamente al cliente concorrevano al monte degli onorari, sia per i professionisti in regime ordinario che per quelli in regime forfettario.
Dal 2025, con la riformulazione dell’art. 54 del TUIR, le somme percepite dai lavoratori autonomi a titolo di rimborso spese per l’esecuzione di un incarico, se addebitate analiticamente al committente, non concorreranno più alla formazione del reddito imponibile.
Secondo l’art. 3 del D.Lgs. n. 1/2024, a partire dal periodo di imposta 2024, i sostituti d’imposta non dovranno più trasmettere la CU per i professionisti in regime forfettario.
La Legge di Bilancio 2025 ha innalzato, per il 2025, la soglia di redditi di lavoro dipendente da 30.000 a 35.000 euro.
Rimborsi spese non tassati → i professionisti potranno addebitare le spese ai clienti senza veder crescere il proprio reddito imponibile.
Meno adempimenti burocratici → l’eliminazione della Certificazione Unica semplifica le procedure amministrative.
Meno tasse da pagare su rimborsi spese;
Reddito imponibile più equo;
Maggiore trasparenza nei rapporti con i clienti.
Meno documentazione da gestire;
Semplificazione degli adempimenti fiscali;
Processi amministrativi più snelli.
Maggiore chiarezza fiscale → la separazione tra reddito effettivo e rimborsi permette una gestione finanziaria più trasparente.