La tutela consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette, sulla base di un’adeguata attività conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed a garantirne la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione.
L’attività istituzionale di tutela si esplica in fasi distinte e tutte strettamente collegate che sono:
Il riconoscimento del bene culturale, che presenta un oggettivo interesse culturale per la collettività.
La protezione, ossia quelle misure che stabiliscono, tra l’altro, le tipologie di interventi vietati o soggetti ad autorizzazione.
La conservazione del bene culturale, è assicurata mediante una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro, volta a preservare l’autenticità dei beni culturali e a garantirne la trasmissione al futuro, facilitandone la lettura senza cancellarne le tracce di passaggio nel tempo.
La Soprintendenza assolve alle sue funzioni di tutelare il patrimonio culturale che ricadono nel territorio di propria competenza, che comprende sia beni culturali che paesaggio, anche in coordinamento con i sovraordinati Uffici ministeriali, mediante una serie di iniziative e di procedimenti tecnico-amministrativi volti a conformare e regolare diritti e comportamenti inerenti al patrimonio culturale.
Per quanto riguarda i beni culturali mobili e immobili, alcuni tra i più importanti procedimenti amministrativi avviati dalla Soprintendenza, previsti dal Codice, sono:
– procedimenti di verifica di interesse culturale e di dichiarazione di interesse culturale;
– procedimenti di individuazione delle “aree di rispetto” dei beni culturali: tutela indiretta;
– autorizzazioni relative a lavori,interventi e spostamento dei beni culturali, anche in un’ottica di controllo degli interventi di natura pubblica e privata.