Per le associazioni no profit, la riforma rappresenta un’occasione per essere riconosciute come attori centrali nella vita culturale del Paese, accedendo finalmente a un quadro normativo chiaro, stabile e favorevole.
Chi non si iscriverà al RUNTS e non si conformerà alle regole previste per gli ETS, perderà ogni agevolazione fiscale e civilistica prevista dal Codice.
Le attività eventualmente svolte – soprattutto se a pagamento – verranno trattate come attività commerciali a tutti gli effetti, con tutti gli obblighi connessi: partita IVA, contabilità, tassazione ordinaria, regole igienico-sanitarie, licenze, SIAE, SCIA e così via.
Inoltre, gli enti che continueranno a operare con statuti non aggiornati, ma svolgendo attività a scopo di lucro sotto forma associativa, potranno essere oggetto di controlli fiscali e accertamenti, anche retroattivi.
Il rischio non è solo economico, ma anche reputazionale.
Chi fa cultura in modo coerente con i principi del Codice può valutare serenamente l’iscrizione al RUNTS, scegliendo la qualifica di Associazione di Promozione Sociale (APS) se ne ricorrono i requisiti, o in alternativa rientrare nella categoria generica degli ETS non commerciali.
L’accesso a forme di fiscalità agevolata, contributi pubblici, 5×1000 e altri strumenti di sostegno può rappresentare un’opportunità concreta per consolidare e far crescere le proprie attività.
Per chi invece intende continuare con attività prevalentemente lucrative, la strada è un’altra: trasformarsi in impresa vera e propria aprire partita IVA, adottare un assetto commerciale trasparente.
In certi casi, potrebbe persino essere preferibile.
Nessun divieto di fare business, ma chiarezza tra cosa è Terzo Settore e cosa no.
Il tempo c’è, ma non è eterno.
Le nuove regole entreranno in vigore dal 1° gennaio 2026: chi è dentro, è dentro.
Chi resta fuori, cambia gioco.
In conclusione, per tutte le associazioni culturali – quelle vere e quelle che dovranno ammettere che la loro vocazione non è proprio culturale – è tempo di decidere.
Non per forza tutti devono entrare nel Terzo Settore, ma tutti dovranno prendere una direzione chiara, con consapevolezza.
La stagione della finzione è finita.
Inizia quella della scelta.