Il lavoro del traduttore non consiste, come erroneamente o superficialmente a volte si potrebbe immaginare, nella mera traduzione di un termine da una lingua di partenza ad una lingua di arrivo ma include anche un lavoro accurato e minuzioso di ricerca terminologica e di selezione linguistica. Per approdare, infatti, ad un testo di arrivo che sia soddisfacente e pienamente convincente - non solo per il cliente ma prima di tutto per il traduttore che lo ha lavorato - è necessario attraversare un processo che include diverse fasi e precisamente: ricerca, riflessione, selezione e verifica finale.
La prima, cioè la fase di ricerca, consiste nella ricerca dei termini che maggiormente possono rendere, nella lingua di arrivo (target language), la traduzione del termine presente nel testo di partenza (source text). La riflessione consiste nel momentum, o intervallo mentale, che intercorre tra l'operazione del soppesare la maggiore o minore idoneità linguistica dei potenziali termini tra cui scegliere, da parte della mente del traduttore, e la scelta effettiva del termine che viene giudicato maggiormente idoneo allo scopo. Segue poi la fase della selezione cioè della scelta terminologica vera e propria che, in ultima analisi, si rivela anche la fase meno ostica di tutto il processo, se le prime due fasi sono state completate in modo accurato.
Infine, una traduzione, per essere definita una "traduzione di valore" cioè eseguita a puntino, non può prescindere dalla fase della verifica finale, che, oltre a prevedere le immancabili "rifiniture" al testo, toglie anche tutti i dubbi al traduttore.