Non esistono inquilini che non possono essere sfrattati.
È però vero che in presenza di alcune condizioni particolarmente delicate possono esserci dei rallentamenti alla procedura ordinaria dovuti alla necessità di tutelare diritti costituzionali come la salute, con un impatto però molto ridotto sul locatore.
La presenza di anziani, disabili o bambini nel nucleo familiare moroso non impedisce l’avvio della procedura di sfratto, né la sua esecuzione forzosa se l’immobile non viene sgomberato quando ordinato dal giudice.
Il giudice che si occupa dello sfratto, infatti, ne determina la sospensione finché minorenni, over 70 e disabili non hanno accesso a un’altra abitazione idonea.
La legge ammette la proroga della procedura esecutiva per 9 o 18 mesi per le famiglie con: over 65; 5 o più figli a carico; soggetti iscritti alle liste di mobilità; percettori di disoccupazione o integrazione salariale; assegnatari formali di alloggi di edilizia pubblica; prenotatari di alloggi cooperativi in costruzione; acquirenti di alloggi in costruzione; portatori di handicap o malati terminali.
Per godere della proroga serve quanto meno che nessuno abbia in disponibilità un’altra abitazione idonea.