Per l’imprenditore fallito le conseguenze non si limitano all’ambito economico, ma hanno ripercussioni anche legali e personali, incidendo profondamente sul futuro del soggetto coinvolto.
Per l’imprenditore fallito le conseguenze economiche possono essere importanti: con la dichiarazione di fallimento, infatti, il patrimonio dell’impresa viene destinato a coprire i debiti.
Se si tratta di una ditta individuale, anche i beni personali dell’imprenditore possono essere aggrediti dai creditori.
Una volta dichiarato il fallimento, viene nominato un curatore fallimentare, il quale ha il compito di gestire la liquidazione del patrimonio per saldare, almeno parzialmente, i creditori.
L’imprenditore perde così la disponibilità e il controllo del proprio patrimonio.
Infine, i conti correnti dell’imprenditore fallito vengono bloccati, impedendo la gestione autonoma delle proprie risorse finanziarie.
Per l’imprenditore fallito le conseguenze legali principali sono le seguenti: inabilitazione: con il fallimento, l’imprenditore perde la capacità di assumere cariche pubbliche, come quella di amministratore di altre società, fino alla fine della procedura fallimentare;
decadenza e sospensione da cariche societarie: il fallito non può esercitare l’attività d’impresa né partecipare come amministratore in altre società fino alla conclusione della procedura e all’eventuale riabilitazione;
possibile procedimento penale: in alcuni casi, il fallimento può portare a un procedimento penale nei confronti dell’imprenditore, come nel caso di bancarotta fraudolenta, se vengono accertati atti di frode o comportamenti dolosi, quali la distrazione di beni aziendali o la tenuta di bilanci falsi.