Il costo dell’avvocato varia ovviamente a seconda della complessità del caso e, in ogni caso, andrebbe pattuito prima di conferirgli il mandato, chiedendo un preventivo scritto dettagliato, ossia un preventivo nel quale figura ogni singola attività che l’avvocato svolgerà e il prezzo per ognuna di queste.
In alcuni casi i patronati hanno dei tariffari già pronti e ciò significa che i costi sono già stati concordati con gli avvocati di cui si avvalgono.
Non di rado, a fronte di specifici casi, gli avvocati dei patronati agiscono a titolo gratuito esigendo però un compenso a fronte dell’esito positivo della causa e, allo stesso modo, è opportuno pattuire tale compenso anticipatamente.
La cosa cambia quando occorre un avvocato il quale, pure se raccomandato da un patronato, va pagato dal cittadino.
Per esempio, se un avvocato pattuisce un compenso di 1. 000 euro e, con la propria sentenza, il giudice impone alla parte soccombente di pagare le spese legali per 800 euro, il cittadino dovrà versare la differenza di 200 euro per arrivare a saldare l’intero onorario.
Quale che sia la formula per il pagamento, è bene tenere presente che l’avvocato agisce come professionista e quindi emetterà una parcella per il suo lavoro.