La legge 151 permette alle «madri nubili», donne che hanno avuto figli senza essere sposate, di ricercare la paternità e quindi di mettere i padri dinnanzi alle loro responsabilità. La precedente normativa risaliva al codice civile del 1942, che aveva disegnato una famiglia fondata su una rigida struttura gerarchica, al cui vertice si trovava il pater familias, con i figli e la moglie in posizione subordinata. Si tratta di una riforma decisiva nello sviluppo giuridico e sociale del paese che riconosce alla donna una condizione di completa parità con l’uomo all’interno della famiglia, e garantisce la tutela giuridica dei cosiddetti «figli illegittimi», nati cioè al di fuori del matrimonio. La legge 151 permette inoltre alle «madri nubili», donne che hanno avuto figli senza essere sposate, di ricercare la paternità e quindi di mettere i padri dinnanzi alle loro responsabilità. Nel 1948 la Costituzione repubblicana proclama solennemente la parità di diritti e doveri tra i coniugi, con gli articoli 29, 30 e 31, ma il paese dovrà attendere quasi trent’anni affinché le forze politiche trovino il necessario accordo per riformare il codice civile del ’42 ispirato a un modello autoritario fascista.