Si tratta di chiamati all’eredità, cioè tutti i soggetti, che non hanno ancora accettato l’eredità, ai quali potenzialmente può essere trasmesso il patrimonio del defunto oppure una sua quota.
Eredi, in quanto soggetti che hanno accettato, in modo espresso o tacito, l’eredità, il cui effetto risale al momento del decesso.
Legatari, ossia i soggetti destinatari di uno o più beni oppure uno o più diritti, determinati dal defunto con testamento.
Rappresentanti legali degli eredi o dei legatari.
Gli immessi nel possesso temporaneo dei beni dell’assente.
Gli amministratori dell’eredità, previsti in casi particolari.
I curatori dell’eredità giacente, nominati dal tribunale se il chiamato non ha accettato l’eredità e non è nel possesso dei beni ereditari.
Gli esecutori testamentari.
I trustee.
La successione si apre al momento della morte, nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto.
L’apertura della successione significa che esiste un patrimonio di cui da un certo momento in poi nessuno è in grado di rispondere.
Da qui, la necessità che qualcuno subentri nei rapporti attivi e passivi che sopravvivono al defunto.
L’apertura della successione avviene nel momento in cui c’è il decesso del contribuente.
Dopodiché, ci sono 12 mesi di tempo per presentare la dichiarazione alle Entrate.
La sede competente dell’Agenzia delle Entrate è quella ubicata nel territorio in cui è avvenuto il decesso e, quindi, l’apertura della successione.