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Quando si configura il reato di violenza?

Umberto Caruso
Umberto Caruso
2025-07-15 23:41:25
Numero di risposte : 19
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La violenza privata si configura quando chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa. Il bene giuridico tutelato del reato di violenza privata è dunque la libertà psichica dell’individuo, la quale deve essere tutelata da qualsiasi comportamento violento e intimidatorio in grado di esercitare una coartazione, sia diretta che indiretta, sulla sua libertà di volere o di agire, in modo da costringerla a una certa azione, omissione o tolleranza. La condotta delittuosa è a forma vincolata e l’elemento della violenza viene identificato dalla giurisprudenza in qualsiasi mezzo idoneo a privare coattivamente l’offeso della libertà di determinazione e di azione, potendo anche consistere in una violenza impropria che si attua attraverso l’uso di mezzi anomali diretti ad esercitare pressioni sulla volontà altrui, impedendone la libera determinazione. Con riferimento alla minaccia, invece, quest’ultima consiste in un qualsiasi comportamento o atteggiamento idoneo a incutere timore e a suscitare la preoccupazione di un danno ingiusto al fine di ottenere che, mediante detta sopraffazione, il soggetto passivo sia indotto a fare, tollerare o ad omettere qualcosa. La violenza privata è considerata un reato sussidiario poiché esso è ravvisabile ogni qualvolta non si configuri, per quel determinato fatto, una diversa qualificazione giuridica. Tale delitto viene altresì inquadrato come un reato istantaneo posto che quest’ultimo si consuma quando l’altrui volontà sia coartata a fare o tollerare qualche cosa senza però che l’azione abbia un effetto continuativo.
Sue ellen Battaglia
Sue ellen Battaglia
2025-07-08 05:15:15
Numero di risposte : 14
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Quando la violenza psicologica è ripetuta e continua nel tempo, potrebbe sussistere il reato di maltrattamenti in famiglia, previsto dall’art. 572 c.p. Gli atti maltrattanti possono essere sia violenze fisiche, che psicologiche: espressioni denigratorie a uno dei due coniugi con prevaricazione e sofferenze continue. Gli Ermellini anche recentemente hanno ricordato che per il delitto di maltrattamenti in famiglia non sono necessarie solo percosse, o lesioni, ma anche atti di disprezzo e di offesa alla dignità, che si risolvano in vere e proprie sofferenze morali. Quando una persona, con violenza o minaccia, obbliga un’altra a fare o tollerare od omettere qualcosa, violando la libertà personale e psichica, commette violenza privata, prevista dall’art. 610 c.p.. La violenza psicologica e la manipolazione possono anche integrare il reato di atti persecutori previsto dall’art. 612 bis c.p. Si tratta di un reato abituale, per la cui configurazione è necessaria la ripetizione delle condotte di minaccia o violenza. Ciò che contraddistingue lo stalking è l’insorgere di un’alterazione nell’equilibrio della vittima, poiché le condotte sono tali da incidere dolorosamente e fastidiosamente sulla sua condizione psichica.