Qual è la differenza tra un'azione di rivendicazione e un'azione di reintegrazione?

Rita Rizzi
2025-07-18 20:13:05
Numero di risposte
: 9
Le differenze tra l'azione di rivendicazione e quella di restituzione.
L'azione di rivendicazione e quella di restituzione, pur tendendo al medesimo risultato pratico del recupero della materiale disponibilità del bene, hanno natura e presupposti diversi.
Con la prima, di carattere reale, l'attore assume di essere proprietario del bene e, non essendone in possesso, agisce contro chiunque di fatto ne disponga onde conseguirne nuovamente il possesso, previo riconoscimento del suo diritto di proprietà.
Con la seconda, di natura personale, l'attore non mira ad ottenere il riconoscimento di tale diritto, del quale non deve, pertanto, fornire la prova, ma solo ad ottenere la riconsegna del bene stesso, e, quindi, può limitarsi alla dimostrazione dell'avvenuta consegna in base ad un titolo.

Eusebio Gallo
2025-07-09 08:02:45
Numero di risposte
: 21
Le azioni possessorie assicurano una tutela solo provvisoria, che non si fonda sull’accertamento della effettiva titolarità del diritto.
Le azioni petitorie a tutela della proprietà, invece, mirano ad ottenere anche il definitivo accertamento del diritto.
Gli eredi avrebbero dovuto rivolgersi al loro avvocato di fiducia ed esercitare, nei confronti del comodatario, l'azione a difesa della proprietà, ossia l'azione di rivendicazione di cui all'articolo 948 del codice civile.
Possono e devono farlo adesso, successivamente all'esercizio dell'azione di reintegrazione da parte del possessore, per chiedere al tribunale civile di pronunciarsi sulla titolarità del diritto di proprietà del terreno e non sulla mera situazione di fatto relativa al possesso dell'immobile.
Il procedimento giudiziario che inizia a seguito dell’esercizio di una azione possessoria è più rapido e semplificato rispetto ad un giudizio ordinario.
Il possessore è tenuto a fornire solo la prova del suo possesso, cioè dell’esistenza della situazione di fatto, mentre non deve provare la effettiva titolarità del diritto.

Isabel Marino
2025-07-09 05:43:01
Numero di risposte
: 22
Le azioni petitorie sono strumenti processuali a presidio del diritto di proprietà contro turbative altrui e spettano al proprietario.
Si distinguono nell' azione di rivendicazione, azione negatoria, azione di regolamento dei confini, azione di apposizione di termini.
Le azioni possessorie, invece, sono poste a tutela del possesso, con l'obiettivo di tutelare il cittadino che ha il possesso di un bene, dallo spoglio o da molestie o turbative che provengono da terzi.
Esse si distinguono in azione di manutenzione e azione di reintegrazione.
Ora, tra giudizi petitori e possessori vi è gran differenza:
mentre i primi sono volti a tutelare i diritti reali, i secondi sono posti a presidio della situazione di fatto e al relativo ripristino (id est, possesso).
La sentenza resa sulla domanda possessoria non può avere autorità di cosa giudicata nel giudizio petitorio caratterizzato da diversità di “petitum” e “causa petendi”,
giacché l'esame dei titoli costitutivi dei diritti fatti valere dalle parti è compiuto nel procedimento possessorio al solo fine di dedurre elementi sulla sussistenza del possesso.
In caso di contestuale pendenza dei giudizi, non è neppure ravvisabile alcun nesso di pregiudizialità-dipendenza,
agli effetti dell'articolo 295 codice procedura civile,
tra causa petitoria e causa possessoria,
poiché l'una è volta alla tutela della proprietà o di altro diritto reale,
mentre l'altra soltanto al ripristino dello stato di fatto
mediante un'azione che culmina in un provvedimento suscettibile di giudicato sostanziale
indipendentemente dall'esistenza o meno del diritto al quale il possesso corrisponde
e il cui eventuale contrasto col giudicato petitorio va risolto attraverso le opportune “restitutiones in integrum”
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