L'azione surrogatoria di cui all'art. 2900 c.c. non può essere esercitata, per la prima volta, attraverso la proposizione del ricorso per Cassazione, "omisso medio" (senza, cioè, avere esercitato la medesima azione nella precedente sede di appello, ovvero avendola ivi erroneamente esercitata), non presentando essa caratteri morfologici meramente "rappresentativi" - tali, cioè, da consentire al soggetto in surroga di inserirsi nel processo in forza di un sottostante rapporto, del tutto indifferente per il terzo cui la domanda è rivolta - bensì connotandosi come attuazione di un potere (attraverso l'esercizio della relativa azione) il cui accertamento processuale è compito necessario del giudice e presuppone una indagine di fatto non compresa nei limiti strutturali e funzionali del giudizio di legittimità.
Tale giudizio, a differenza dell'appello, presuppone una impugnativa di tipo "straordinario" (ovvero ad effetto devolutivo delimitato), che non dà luogo ad una nuova valutazione del merito della causa, bensì alla sola revisione della conformità alla legge (sostanziale o processuale) dell'attività giurisdizionale esercitata e dell'esattezza della pronuncia in diritto resa con la sentenza.
L'azione surrogatoria e l'azione revocatoria presentano caratteristiche e finalità diverse, pur essendo entrambe strumenti a disposizione del creditore per tutelare i propri diritti.
L'azione surrogatoria è un mezzo attraverso il quale il creditore può sostituirsi al debitore inerte per esercitare i diritti e le azioni che spettano a quest'ultimo, al fine di soddisfare il proprio credito.
L'azione revocatoria, invece, è un mezzo attraverso il quale il creditore può annullare gli atti compiuti dal debitore in frode ai suoi diritti, al fine di conservare la garanzia patrimoniale.
L'azione surrogatoria non può essere esercitata per la prima volta in sede di ricorso per cassazione, in quanto richiede un'accertamento di fatto e un'esercizio di un potere che non sono compatibili con i limiti strutturali e funzionali del giudizio di legittimità.
L'azione revocatoria, d'altra parte, può essere esercitata nel corpo del processo, anche in sede di appello, e richiede la prova che il debitore abbia compiuto un atto in frode ai diritti del creditore.
In sintesi, l'azione surrogatoria e l'azione revocatoria sono due strumenti diversi che il creditore può utilizzare per tutelare i propri diritti, ma hanno caratteristiche e finalità diverse, e richiedono accertamenti e prove differenti.