Gli interessi passivi derivanti dal pagamento dei mutui di ristrutturazione, possono essere portati in detrazione con aliquota al 19% e fino al raggiungimento della somma vigente per quell’anno di imposta, se si riferiscono all’abitazione principale.
Lo stato di “abitazione principale” deve risultare dal mutuo, oppure da una dichiarazione rilasciata dall’istituto di credito, o in mancanza di questi requisiti, da autocertificazione del mutuatario, che qualora non vi avesse spostato già la residenza, deve farlo entro 6 mesi dalla fine dei lavori.
Per quanto riguarda l’aspetto cronologico che lega la richiesta di mutuo e quella in cui sono iniziati i lavori, si gode di una certa libertà, perché rientrano nella detrazione gli interessi passivi maturati o nei mesi antecedenti o nei 18 mesi successivi alla data in cui sono iniziati i lavori.
Gli interessi che possono essere detratti sono quelli maturati sulle somme spese per sostenere effettivamente i lavori.
Non esistono limitazioni per usufruire allo stesso tempo delle detrazioni degli interessi passivi sulle somme di mutuo di ristrutturazione, e sulla detrazione del 36% su opere di miglioramento dell’efficienza energetica e della sicurezza.
Infatti le due detrazioni possono coesistere senza alcun problema, purché regolarmente documentate.
Per quanto riguarda la detrazione degli interessi passivi quindi si potrà:
Detrarre gli interessi passivi legati all’acquisto;
Detrarre gli interessi passivi legati alle somme sborsate per i lavori di ristrutturazione;
Detrarre il 36% delle somme spese per i lavori di ristrutturazione effettuati, purché risultanti da regolari ricevute e certificazioni.
Per la detrazione fiscale bisogna fare attenzione anche a degli altri aspetti.
Per prima cosa la banca quando invia la rendicontazione del mutuo, deve specificare nel documento la quota degli interessi passivi sul mutuo relativi all’acquisto e la quota destinata invece alla ristrutturazione.
Inoltre nella gamma dei lavori che possono essere sostenuti con le somme relative al mutuo di ristrutturazione, ce ne sono alcuni che invece non rientrano nella detrazione fiscale al 36%.
Infine le banche, perché sprovviste delle soluzioni specifiche della gamma mutuo di acquisto+ristrutturazione, possono proporre i pacchetti mutuo+liquidità, ma bisogna fare estrema attenzione, in quanto le condizioni economiche sono peggiorative.