La recente legge n. 90 del 28 giugno 2024 rappresenta un importante intervento normativo per il contrasto alla criminalità informatica, rispondendo alle sfide poste dal crescente fenomeno del cybercrime. La norma ha introdotto significativi inasprimenti delle sanzioni, ampliato le ipotesi di confisca obbligatoria, e delineato nuove fattispecie di reato per colmare le lacune esistenti nel sistema penale italiano in materia di reati informatici. La legge n. 90/2024 risponde a tali necessità, potenziando il quadro sanzionatorio e garantendo una maggiore protezione per i sistemi informatici di interesse pubblico, quali quelli militari, sanitari e relativi alla sicurezza. La legge introduce una nuova aggravante per il reato di estorsione, con particolare riferimento ai ransomware, pratica criminale che utilizza software malevolo per bloccare l’accesso ai dati o minacciare la loro diffusione, richiedendo un riscatto per la restituzione o per impedire l’uso improprio delle informazioni. L’art. 640 c.p., che disciplina il reato di truffa, viene riformato includendo una circostanza aggravante per i reati commessi attraverso mezzi informatici che impediscono o ostacolano l’identificazione dell’autore. La legge mira a fronteggiare il fenomeno delle truffe online, rese particolarmente pericolose dalla distanza tra autore e vittima, che riduce le possibilità di identificazione e controllo. La legge espande la confisca obbligatoria dei beni utilizzati o ottenuti con reati informatici, anche mediante strumenti finanziari e criptovalute. Questa misura mira a impedire il godimento di vantaggi economici derivanti dai reati informatici, scoraggiando tali crimini. La legge n. 90 del 28 giugno 2024 introduce i reati informatici.