Il contratto ad uso foresteria è un accordo tra il locatore e una società di capitali che affitta l’abitazione per i propri dipendenti o collaboratori fuori sede. L’agenzia immobiliare Radovix, lavorando a Milano, la città del business per eccellenza, conosce molto bene questo contratto. Il termine “foresteria” ci fa pensare immediatamente all’ospitalità di cui gode un forestiero in cerca di ristoro durante un viaggio. Infatti, in ambito immobiliare, si chiama contratto ad uso foresteria un accordo per l’affitto di un’abitazione per un determinato periodo di tempo a soggetti “di passaggio”, giusto per il tempo di portare a termine un impiego. Con questa tipologia di locazione, il proprietario dell’immobile non stipula il contratto direttamente con il potenziale inquilino, ma con una società di capitali che necessita di un’abitazione da destinare all’utilizzo, anche turnario, dei suoi collaboratori e dipendenti, che abbiano bisogno di un alloggio per il tempo necessario allo svolgimento di un determinato progetto lontano dalla loro residenza. Il contratto ad uso foresteria è vantaggioso perché libera i contraenti da tutte quelle restrizioni dettate dalla legge 431/1998 sulle locazioni abitative: il contratto a uso foresteria è soggetto esclusivamente alle norme previste dal codice civile in materia di locazione. Possono decidere insieme le condizioni, la durata, il canone, l’anticipo, se far scadere il contratto o rinnovarlo al suo termine, ecc., con il solo obbligo di indicare l’uso foresteria e di attenersi al limite massimo di 30 anni imposto dal codice civile per la durata del contratto. Se si è interessati alla stipula di un contratto ad uso foresteria, che sia in veste di locatore o conduttore, conviene affidarsi sempre ai consigli di un professionista, proprio perché la libertà decisionale che caratterizza questa tipologia di accordo richiede capacità ed esperienza, affinché il contratto sia redatto nel modo migliore per entrambe le parti.