Per capire quale tassazione scegliere mettiamo le due opzioni a confronto.
La cedolare secca non consente di adeguare il canone e di portare in detrazione crediti fiscali.
In base allo scaglione Irpef 23% per i redditi fino a 28.000 euro, 35% per i redditi da 28.001 a 50.000 euro, 43% per i redditi superiori a 50.000 euro.
Fissa 21%, Contratto concordato 10%.
Per calcolare quante tasse sull’affitto si pagano in questo caso, facciamo due esempi, ipotizzando un reddito fino a 15.000 euro.
Tassazione ordinaria: Canone mensile 1000 euro, totale anno 12.000 € base imponibile 95% = 11.400 su quest’importo, con un reddito fino a 28.000 euro, l’aliquota è del 23%; 11.400 x 23%= 2.622 euro.
Se si sceglie il contratto concordato, con tassazione ordinaria, reddito 12.000 euro, base imponibile 95% 11.400 – 30% = 7.980 x 23%= 1.835 euro.
Cedolare secca al 21%: Canone mensile 1000 euro totale anno 12.000 euro, base imponibile 100%, 12.000 x 21% = 2.520 euro.
Se il reddito del locatore supera i 28.000 euro, per la parte eccedente si paga un’aliquota del 35%, in questo caso scegliere la cedolare secca è ancora più conveniente, salvo che non si abbia la necessità di portare in detrazione crediti d’imposta.
A parità di canone è evidente il vantaggio economico del contratto concordato in cedolare secca.