Il costo del lavoro in Italia è di 29,80€ l’ora.
La somma di tutti i costi legati ai lavoratori dipendenti non può essere estrapolata dalla semplice busta paga, poiché esistono molteplici costi indiretti che vanno aldilà dello stipendio e di tutte le voci ad esso collegate.
L’EUROSTAT ha stimato che i costi “non salariali” pesano circa il 27,8% per chi fa impresa in Italia.
Simuliamo uno stipendio lordo di 2000€ e dividiamo i calcoli in tre step:
RAL (compresa di mensilità supplementari) pari a 28.000€
Contributi a carico dell’azienda (di media il 30%) 8.400€
TFR che si ottiene dividendo la RAL per 13,5 = 2.074€
Sommando queste tre voci, raggiungiamo una cifra di 38.474€, che è il costo annuo per il datore di lavoro, a fronte di uno stipendio netto che sarà di poco superiore ai 21.000€.
Finora abbiamo visto che la differenza fra lo stipendio percepito dal dipendente e la cifra sborsata dal datore di lavoro è quasi il doppio ma, in realtà, ci sono anche ulteriori costi che vanno considerati, come ad esempio:
La formazione dei lavoratori
I costi fissi previsti dal CCNL (buoni pasto, assistenza sanitaria, enti bilaterali, ecc.)
I mezzi aziendali, il vestiario e le dotazioni di servizio
Le visite mediche previste dalla sorveglianza sanitaria
Le spese variabili per sopperire a malattie ed altre assenze
Ce ne sarebbero altri ma ci fermiamo qui, poiché i costi appena elencati ci indicano che è facile raggiungere, o addirittura superare, la soglia del doppio nel rapporto tra lo stipendio percepito ed il costo totale di ogni dipendente.