Per mettersi in regola con gli affitti brevi, è necessario richiedere il codice nazionale Cin, esibendolo sia online sia fisicamente fuori dall’appartamento.
Lo ha stabilito la legge 191/2023, che ha previsto anche la creazione di una banca dati, la BDSR.
Al momento le strutture ricettive registrate sono più di 546mila, circa il 67% del totale.
Per ottenere il Cin vai sul sito bdsr.ministeroturismo.gov.it.
Senza questo codice, non solo rischi una multa fino a 8.000 euro ma non potrai più iscriverti alle piattaforme web.
Se affitti per un periodo inferiore ai 30 giorni non hai bisogno di stipulare un contratto ma devi comunque comunicare alle autorità le generalità di chi ospiti entro le 24 ore sul portale 'Alloggiati web'.
In base alla circolare, nel momento in cui scriviamo gli ospiti vanno identificati di persona e non si potrà più ricorrere ai riconoscimenti da remoto.
In base al decreto, dal 1° gennaio 2025 “tutte le unità immobiliari destinate alla locazione breve o per finalità turistiche, gestite in qualunque forma (imprenditoriale e non imprenditoriale), devono essere munite di dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e del monossido di carbonio funzionanti nonché di estintori portatili a norma di legge”.
L’unica deroga ammessa è se la casa non ha un impianto a gas ed è “escluso, con certezza, il rischio di rilasci incontrollati di gas combustibili o di formazione di monossido di carbonio”.
La regola vale anche se affitti solo una stanza.
Ai redditi derivanti dai contratti di locazione breve si applica la cedolare secca sugli affitti.
Ovvero un’aliquota del 26%, ridotta al 21% se hai una sola unità immobiliare.
Se affitti tramite un intermediario web e non sei un host professionale sarà la piattaforma ad applicare la ritenuta fiscale sui tuoi guadagni futuri, a versare l'importo trattenuto all'Agenzia delle Entrate e a fornirti annualmente la certificazione unica.