Si dovranno dunque indicare i contenuti offensivi e il presunto autore degli stessi, fornendo gli estremi del profilo dal quale risultano esser stati pubblicati i suddetti contenuti ed il codice ID di quest’ultimo.
Può esser molto utile indicare anche nominativi di persone che hanno letto e visionato tali contenuti, i quali potrebbero esser sentiti, in un primo momento, nella fase delle indagini preliminari dal Pubblico Ministero o dalla Polizia Giudiziaria, al fine di avvalorare e sostenere l’ipotesi accusatoria, e, in un secondo momento, nel processo innanzi al giudice in qualità di testimoni.
Infine, da non sottovalutare è la produzione di documenti che comprovino i fatti denunciati.
Secondo una recentissima sentenza della Corte di Cassazione sarebbe altresì necessario fornire l’indirizzo IP di provenienza del post o del diverso contenuto offensivo.
La giurisprudenza, al contrario, ritiene che debba esser presa in considerazione la convergenza degli ulteriori indizi raccolti, quali, ad esempio, il movente che ha spinto il soggetto alla commissione del reato.