Ulteriori modifiche poi sono state introdotte dal decreto legge n. 4/2019, che ha introdotto una finestra mobile di 3 mesi per quei lavoratori che maturavano i requisiti per la pensione anticipata a partire dal 1° gennaio 2019.
Lo stesso decreto ha poi introdotto una finestra mobile di tre mesi, sei per i dipendenti pubblici, per chi maturava i requisiti per la pensione anticipata con quota 100, con quota 102 e con quota 103 dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2023.
A seconda della tipologia di pensione anticipata, il lavoratore deve quindi attendere un periodo di tempo variabile, che può andare dai tre ai sei mesi, per cominciare a percepire il trattamento pensionistico.
– per chi matura i requisiti quota 103 dal 1° gennaio 2024 la finestra mobile è di sette mesi (che sale a 9 mesi per il pubblico impiego);
– dal 1° gennaio 2024 è prevista una finestra mobile di tre mesi per chi raggiunge i requisiti per la pensione anticipata contributiva (64 anni e 20 anni di contributi effettiva);
– per gli assicurati ex casse di previdenza amministrate dal tesoro (CPDEL, CPI, CPS e CPUG) la finestra mobile per l’accesso alla pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne; 41 anni di contributi i precoci) è progressivamente innalzata: 4 mesi per chi matura i requisiti nel corso del 2025; 5 mesi per chi matura i requisiti nel corso del 2026; 7 mesi per chi matura i requisiti nel corso del 2027; 9 mesi per chi matura i requisiti a partire dal 2028 in poi.