Il fallimento è un istituto giuridico, regolato dalle normative del diritto commerciale, che tratta la situazione di un'impresa dissestata dal punto di vista finanziario. Il fallimento è applicato solo ai commercianti che hanno un comportamento professionalmente scorretto. Era un modo di disciplina interna della corporazione, un sistema per far rispettare i principi alla base di un sistema di valori come era quello corporativo; le sanzioni, infatti, erano di natura penale a prescindere dalla colpevolezza del fallito. Con questa procedura concorsuale, un tribunale spossessa l'imprenditore reo di insolvenza dei propri beni al fine di risarcire i creditori: in seguito alla sentenza di accertamento, viene nominato un curatore fallimentare cui spetta l'esecuzione della procedura. Sebbene la procedura possa essere evitata col concordato preventivo, oppure tentando una ristrutturazione aziendale o una richiesta di amministrazione controllata, per il codice penale italiano, gli atti compiuti dall'imprenditore e mirati a ledere l'interesse dei creditori sono configurati come reato. La materia è disciplinata dal Chapter 11 dello United States Code.