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Come ottenere l'affidamento dei figli al padre?

Tiziana Palumbo
Tiziana Palumbo
2025-11-09 03:47:51
Numero di risposte : 26
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Il principio ispiratore nella decisione del Giudice ai fini del collocamento del minore, deve essere quello della neutralità del genitore prevalentemente collocatario, potendo essere sia il padre sia la madre, in base al solo preminente interesse del minore. La recente giurisprudenza di merito, infatti, è sempre più orientata alla tutela della genitorialità paterna anche in presenza di minori in tenera età, partendo dal presupposto secondo cui le competenze di un genitore si sviluppano e accrescono anche con la pratica. Il ruolo del padre si è ormai evoluto: i papà moderni partecipano attivamente all’educazione, all’istruzione e alla cura quotidiana dei propri figli e non sussiste alcuna ragione per cui un figlio non possa continuare a beneficiare, naturalmente con modalità diverse, della presenza quotidiana di entrambi i genitori. La previsione secondo cui i figli minori vengono “collocati prevalentemente presso un genitore” è volta unicamente a tutelare la loro stabilità nell’ambito di un assetto familiare non più monocentrico ma che contempla due ambienti di riferimento, quello materno e quello paterno; tale collocamento prevalente, in ogni caso, non può e non deve in alcun modo pregiudicare il genitore non collocatario. La Suprema Corte di Cassazione con sentenza n. 18867/2011, ha disposto il collocamento della figlia minore al padre, non per carenze o incapacità della madre, ma per aver la bambina manifestato il desiderio di voler stare con il papà. Ancora, il Tribunale di Catania, con ordinanza del 2 dicembre 2016, ha collocato un minore presso il padre assumendo che non debba in alcun modo sussistere un automatismo nel determinare il collocamento del minore, anzi lo stesso deve essere collocato presso il genitore ritenuto più idoneo, anche attraverso l’espletamento di una perizia psicodiagnostica. Anche la Suprema Corte di Cassazione con sentenza n. 2770/17 ha confermato il provvedimento del Tribunale di primo grado che, dopo aver disposto l’audizione del minore, lo aveva collocato prevalentemente presso il padre arrivando a concludere che tale collocazione era “maggiormente conforme al suo interesse, al suo equilibrio e alla sua serenità”. La “cornice minima” dei tempi di permanenza con ciascun genitore prevede, pertanto, del tempo infrasettimanale (anche con pernottamento) e fine settimana alternati, in modo da garantire una certa continuità di vita anche con il genitore non collocatario, ferma restando la conservazione di un ambiente abitativo principale del minore.
Damiana Valentini
Damiana Valentini
2025-10-26 15:51:32
Numero di risposte : 21
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L’affidamento esclusivo dei figli al solo padre può essere richiesto al giudice qualora la madre abbia una condotta tale da compromettere l’equilibrio e la crescita del bambino, ossia quando i comportamenti materni siano in conflitto con le esigenze di custodia, educazione, istruzione e sviluppo psicofisico del figlio. Le ragioni che influiscono direttamente sulla scelta del giudice di ricorrere all’affidamento esclusivo al padre, togliendolo alla madre, possono essere: L’alienazione parentale, ovvero l’abuso psicologico nei confronti del figlio, con l’intento di denigrare il padre non convivente, al fine di provocarne l’allontanamento e discriminando la figura paterna. L’incapacità educativa, che si palesa in situazioni di instabilità affettiva genitoriale, a causa di comportamenti che siano disinteressati alle esigenze del figlio, tali da pregiudicarne la crescita. Il disinteresse materno nei confronti del minore, sia dal lato economico sia da quello affettivo, possono causare uno squilibrio psicologico permanente nel minore, provocandogli un disagio esistenziale e sociale. Maltrattamenti, minacce, violenze, angherie e umiliazioni che vanno a nuocere l’equilibrio psicofisico del figlio. Conversione religiosa della madre, laddove vi sia prospettato un modello educativo che renda impossibile la corretta socializzazione e l’adeguata acquisizione dei principi, indispensabili per la crescita equilibrata del figlio. Anche se la prassi ordinaria predilige l’affidamento materno, ultimamente le cose stanno cambiando e sempre più sentenze prevedono l’affidamento dei figli in modo esclusivo al padre.
Moreno Montanari
Moreno Montanari
2025-10-26 13:23:37
Numero di risposte : 20
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Occorre, tuttavia, tenere presente che ogni decisione riguardante i figli minori va assunta, come dispone il codice civile, “con esclusivo riferimento all'interesse morale e materiale” della prole. Quindi, nel nostro caso, il giudice dovrebbe tenere conto di tutte le circostanze - compreso naturalmente il comportamento imprudente della madre - e valutare se l’affidamento a quest’ultima sia contrario all’interesse dei bambini. Sarà utile tenere presente che, sempre ai sensi dell’art. 337-quater c.c., la richiesta di affidamento esclusivo non deve essere compiuta a cuor leggero: infatti il secondo comma dell’articolo in esame prevede che, se la domanda risulta manifestamente infondata, il giudice può considerare il comportamento del genitore istante ai fini della determinazione dei provvedimenti da adottare nell'interesse dei figli, rimanendo ferma l'applicazione dell'articolo 96 c.p.c. Tale principio trova applicazione anche rispetto alla scelta del tipo di affidamento: infatti l’art. 337-quater c.c. stabilisce che l’affidamento esclusivo può essere disposto dal giudice quando questi ritenga che l'affidamento all'altro sia contrario all'interesse del minore. Certamente, al di là delle azioni da intraprendere nei confronti della madre, è bene salvaguardare in primo luogo la sicurezza dei minori, e quindi evitare che la situazione di pericolo per la figlia possa ripetersi. le motivazioni di tale scelta devono essere indicate espressamente nel provvedimento del giudice.
Emanuela Damico
Emanuela Damico
2025-10-26 13:00:07
Numero di risposte : 31
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Il padre può ottenere l’affidamento dei figli quando la madre mostra comportamenti che potrebbero nuocere all’equilibrio psicofisico dei figli. Il padre può fare rivolgersi al tribunale, con un ricorso specifico, per ottenere l’affidamento esclusivo del figlio. Il padre, può rivolgersi al tribunale, sia in sede di separazione che di divorzio, e fare detta richiesta di affidamento esclusivo, ma, deve saper dimostrare perché l’ex coniuge non sia adatto per crescere i propri figli. Oltre all’affidamento esclusivo, al padre, nel nostro ordinamento prevalendo il principio della bigenitorialità, che prevede quindi un affidamento condiviso, senza dover ricorrere alla richiesta di affidamento esclusivo il padre, potrà anche chiedere al Tribunale, di essere il collocatario dei figli. In questo caso, fermo restando l’affidamento condiviso ad entrambi i genitori, nel rispetto dei dettami della legge, i figli possono essere “collocati” presso la casa paterna, ed in questi casi, la madre potrà esercitare tutti i diritti di visita, secondo quando disporrà i tribunale in sede di omologa o di adozione di provvedimento temporanei ed urgenti. A volte, può essere lo stesso minore ad insistere per essere affidato al padre.