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Quanto dura la crisi d'impresa?

Elsa Mazza
Elsa Mazza
2025-11-01 11:57:53
Numero di risposte : 29
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Il tempo trascorso tra la data di presentazione dell’istanza di composizione negoziata e la chiusura del procedimento è stato, in media, di circa 250 giorni. Di 357 giorni per quelle chiuse con successo e di 227 giorni archiviate con esito sfavorevole. La fase giudiziale di un concordato preventivo concluso con successo dura invece in media circa 520 giorni. Le imprese in composizione negoziata sono in sofferenza in media da 17,6 mesi, a fronte di 30,3 mesi di quelle in concordato e di 44,7 mesi di quelle in liquidazione giudiziale.
Maggiore Marchetti
Maggiore Marchetti
2025-11-01 11:48:12
Numero di risposte : 19
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La crisi di impresa è definita come “l’inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni nei successivi 12 mesi”. Il nuovo Codice della crisi di impresa è entrato in vigore il 15 luglio 2022. Il sistema di allerta è il cuore della riforma della crisi d’impresa ed è volto a intercettare anticipatamente la crisi attraverso una diagnosi precoce. In caso di difficoltà dell’impresa, l’imprenditore ha l’obbligo di adottare assetti organizzativi, amministrativi e contabili finalizzati a monitorare, ed eventualmente, rilevare situazioni patologiche che potrebbero sfociare anche nella crisi dell’impresa. La procedura di allerta ha una durata che varia tra i 90 e i 180 giorni.
Simona Riva
Simona Riva
2025-11-01 10:26:18
Numero di risposte : 27
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La legge prevede il termine massimo di 240 giorni per la durata delle misure protettive e cautelari. Il giudice, entro tale termine massimo, può concedere una proroga delle misure disposte “per il tempo necessario ad assicurare il buon esito delle trattative”. Quando non sia stata individuata una soluzione idonea al superamento della crisi, l’imprenditore può domandare l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti anche nella forma degli accordi agevolati e ad efficacia estesa. Quando neppure questa ipotesi apare percorribile l’imprenditore può: a) predisporre un piano attestato di risanamento mediante l’attestazione di un Professionista indipendente; b) proporre la domanda per il nuovo “concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio”; c) accedere ad una delle procedure disciplinate dalla legge (come, ad esempio, il concordato preventivo, anche con riserva); d) per le imprese agricole, è possibile accedere alle procedure di accordo di ristrutturazione dei debiti o di liquidazione dei beni disciplinate dagli articoli 7 e 14-ter della legge 3/2012 sul sovraindebitamento. La conclusione positiva delle trattative si ha quando è individuata una soluzione idonea al superamento della crisi. In questi casi la legge non richiede che sia stato raggiunto un accordo con tutti i creditori o con parte consistente degli stessi per il superamento della crisi, ma che sia stata individuata una soluzione idonea al superamento della situazione di cui all’articolo 2, comma 1, del D.L. 118 /2021.
Ursula Rizzi
Ursula Rizzi
2025-11-01 09:52:38
Numero di risposte : 24
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I piani sono generalmente ritenuti attendibili limitatamente a un arco temporale di cinque anni. Secondo l’articolo 56 del Codice della crisi, richiamato dal successivo articolo 57, sia l’articolo 87 del medesimo Codice richiedono che nel piano siano indicati, rispettivamente, «i tempi delle azioni da compiersi» e «i tempi di adempimento della proposta», ma non quantificano l’ampiezza di tali tempi. I principi di attestazione approvati dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti prevedono che l’arco temporale oggetto di considerazione debba comunque attestarsi a data non anteriore al momento in cui, in base al piano: è previsto che siano soddisfatti i creditori. Anche quando il pagamento di alcuni creditori va oltre il quinquennio, come normalmente avviene, ad esempio, relativamente a taluni debiti finanziari e ai debiti fiscali, non è quindi indispensabile che il piano abbia una durata pari a quella della dilazione concordata. Ciò che rileva è che, grazie alle falcidie previste, alle dilazioni quinquennali e a quelle ultra-quinquennali, entro l’arco di piano di cinque anni venga recuperato tale equilibrio.