Come funziona la decontribuzione per le lavoratrici madri nel 2025?

Noel Costa
2025-08-03 10:38:41
Numero di risposte
: 13
L’incentivo, previsto per le lavoratrici madri dipendenti e autonome, è riconosciuto a cura dell’INPS, su domanda delle interessate, nella misura di 40 euro mensili per un valore complessivo di 480 euro annuali.
Somma che verrà corrisposta a dicembre in unica soluzione.
Restiamo in attesa delle istruzioni dell’Istituto sulle modalità per la predisposizione della domanda.
Come funziona?
L’incentivo, previsto per le lavoratrici madri dipendenti e autonome, è riconosciuto a cura dell’INPS, su domanda delle interessate, nella misura di 40 euro mensili per un valore complessivo di 480 euro annuali.
Somma che verrà corrisposta a dicembre in unica soluzione.
L’incentivo, previsto per le lavoratrici madri dipendenti e autonome, è riconosciuto a cura dell’INPS, su domanda delle interessate, nella misura di 40 euro mensili per un valore complessivo di 480 euro annuali.
Somma che verrà corrisposta a dicembre in unica soluzione.
Restiamo in attesa delle istruzioni dell’Istituto sulle modalità per la predisposizione della domanda.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto Economia trova conferma la nuova versione del bonus mamme lavoratrici, già previsto dalla legge di Bilancio 2025.
L’incentivo, previsto per le lavoratrici madri dipendenti e autonome, è riconosciuto a cura dell’INPS, su domanda delle interessate, nella misura di 40 euro mensili per un valore complessivo di 480 euro annuali.
Somma che verrà corrisposta a dicembre in unica soluzione.

Fausto Lombardi
2025-07-28 09:56:09
Numero di risposte
: 15
La legge di bilancio 2024 ha previsto un esonero totale dei contributi previdenziali per le madri di tre o più figli, fino al compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo, valido dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026.
Questo esonero, che può arrivare fino a 3.000 euro annui, è applicabile solo alle lavoratrici con contratto dipendente a tempo indeterminato, escludendo i rapporti di lavoro domestico.
La legge di bilancio 2025 ha previsto, inoltre, un parziale esonero contributivo per le lavoratrici madri di due o più figli, a condizione che il reddito non superi i 40.000 euro annui.
Questo esonero sarà valido fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo e non sarà cumulabile con l’esonero previsto dalla legge di bilancio 2024.
Le lavoratrici interessate possono consultare la circolare INPS 31 gennaio 2024, n. 27 che fornisce ulteriori dettagli sulle modalità di fruizione delle misure.
L’adozione di un decreto attuativo da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali fornirà ulteriori indicazioni sulla gestione di queste agevolazioni.

Gino Pagano
2025-07-20 01:24:52
Numero di risposte
: 16
Per il 2025, alle lavoratrici madri di due figli, fino al mese del compimento del decimo anno del secondo figlio, che presentano domanda all’Inps, sono riconosciuti fino a 480 euro su base annua, una somma non imponibile ai fini fiscali e contributivi.
La cifra riconosciuta in realtà è pari a 40 euro mensili per ogni mensilità occupata in attività lavorativa, ma viene corrisposta a dicembre su base annua in un’unica tranche alla madre titolare di reddito la lavoro non superiore a 40mila.
La stessa somma è riconosciuta anche alle madri lavoratrici con più di due figli e fino al mese di compimento del diciottesimo anno del figlio più piccolo, titolari di reddito la lavoro non superiore a 40mila euro su base annua.
Resta l’esonero contributivo per le mamme lavoratrici con contratto a tempo indeterminato.
Le mensilità spettanti decorrono dal 1° gennaio 2025 fino alla mensilità di novembre, e come già detto sono corrisposte a dicembre, in unica soluzione, in sede di liquidazione della mensilità relativa al medesimo mese di dicembre.

Emidio Bianco
2025-07-11 08:58:37
Numero di risposte
: 17
Il contributo è cumulabile con altre prestazioni sociali, come l’assegno unico universale, ma non è previsto per le lavoratrici già in congedo parentale o maternità obbligatoria.
L’età del figlio più piccolo determina l’accesso: fino a 10 anni per chi ha due figli, mentre per le madri con tre o più figli, il limite sale a 18 anni se il contratto è a tempo determinato, autonomo o professionale.
La domanda dovrà essere presentata esclusivamente online sul sito dell’INPS, attraverso il servizio dedicato, a partire da gennaio 2025.
Sarà necessario: certificazione dello stato di famiglia aggiornata; dichiarazione dei redditi (modello 730 o Unico) per attestare il limite di 40.000 euro annui; documentazione contrattuale (per le autonome e professioniste, sarà sufficiente la visura camerale).
L’erogazione avverrà in un’unica soluzione a dicembre 2025, evitando così frazionamenti e garantendo un impatto immediato sulle finanze domestiche.
L’importo sarà esente da IRPEF e contributi previdenziali, ma non sarà considerato nel calcolo dell’ISEE, preservando eventuali agevolazioni collegate.
Le lavoratrici a tempo indeterminato con tre o più figli non beneficeranno di questo nuovo contributo, ma potranno continuare a usufruire degli sgravi contributivi già previsti dalla manovra 2025, estesi anche al 2026.
Per le lavoratrici autonome e professioniste, invece, il contributo rappresenta una novità assoluta, poiché finora erano escluse da misure analoghe.
La scelta di includerle risponde alle criticità emerse durante la crisi economica, che ha colpito in modo particolare le libere professioniste con figli a carico.
Il governo, infine, ha annunciato un monitoraggio trimestrale per valutare l’efficacia della misura, lasciando aperta la possibilità di nuovi stanziamenti nel 2026.
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