Come funziona il contributo per le mamme lavoratrici nel 2025?

Maddalena Rizzi
2025-08-14 19:14:37
Numero di risposte
: 15
Come funziona il bonus mamme lavoratrici, già previsto dalla legge di Bilancio 2025.
L’incentivo, previsto per le lavoratrici madri dipendenti e autonome, è riconosciuto a cura dell’INPS, su domanda delle interessate, nella misura di 40 euro mensili per un valore complessivo di 480 euro annuali.
Somma che verrà corrisposta a dicembre in unica soluzione.
Restiamo in attesa delle istruzioni dell’Istituto sulle modalità per la predisposizione della domanda.

Gian Ferrara
2025-08-07 00:50:21
Numero di risposte
: 12
Il contributo si traduce in un beneficio di 40 euro al mese per tutto il 2025 per le lavoratrici madri con due figli, fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo. La somma sarà erogata dall’INPS, su richiesta dell’interessata, in un’unica soluzione nel mese di dicembre, per un totale di 480 euro netti, esenti da prelievi fiscali e contributivi. La misura è riservata a chi ha un reddito da lavoro inferiore a 40.000 euro annui e il contributo riconosciuto non rileva ai fini del calcolo dell’ISEE. Lo stesso contributo è riconosciuto anche alle lavoratrici con tre o più figli con contratto a tempo determinato, autonome e professioniste, fino al compimento del diciottesimo anno del figlio più piccolo. Per le madri con tre o più figli titolari di contratto a tempo indeterminato, proseguono invece gli incentivi già previsti dalla manovra 2025, che continueranno per tutto il 2026. È quanto stabilisce l’art. 6 del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95 che stanzia ulteriori 180 milioni di euro, che si aggiungono ai 300 milioni già previsti dalla legge di bilancio 2025, portando il totale delle risorse a 480 milioni.

Karim Riva
2025-07-30 00:24:04
Numero di risposte
: 15
Il bonus spetta a due categorie di madri lavoratrici, in base al numero di figli.
La prima comprende le madri con due figli, sia lavoratrici dipendenti sia autonome, purché iscritte a una gestione previdenziale obbligatoria e sono escluse le lavoratrici domestiche.
Per accedere al contributo, il figlio più piccolo deve avere meno di dieci anni nel 2025.
Il bonus non è un esonero contributivo, ma un bonus diretto in denaro: 40 euro netti al mese per ogni mese lavorato nel 2025, fino a un massimo di 480 euro.
L’importo del bonus viene calcolato in base ai mesi o alle frazioni di mese effettivamente lavorati nel corso di quest’anno.
Ogni mese di lavoro dà diritto a 40 euro netti, con un massimo complessivo di 480 euro per chi lavora per tutti i dodici mesi dell’anno.
Il pagamento sarà effettuato a dicembre 2025.
La lavoratrice stessa dovrà fare la domanda, direttamente all’Inps, utilizzando le credenziali Spid, Cie o Cns.
Nelle prossime settimane l’Inps renderà note le istruzioni operative e i tempi per la presentazione delle richieste.

Timothy Santoro
2025-07-18 22:50:34
Numero di risposte
: 13
Il contributo è cumulabile con altre prestazioni sociali, come l’assegno unico universale, ma non è previsto per le lavoratrici già in congedo parentale o maternità obbligatoria.
L’età del figlio più piccolo determina l’accesso: fino a 10 anni per chi ha due figli, mentre per le madri con tre o più figli, il limite sale a 18 anni se il contratto è a tempo determinato, autonomo o professionale.
La domanda dovrà essere presentata esclusivamente online sul sito dell’INPS, attraverso il servizio dedicato, a partire da gennaio 2025.
Sarà necessario: certificazione dello stato di famiglia aggiornata; dichiarazione dei redditi per attestare il limite di 40.000 euro annui; documentazione contrattuale.
L’erogazione avverrà in un’unica soluzione a dicembre 2025, evitando così frazionamenti e garantendo un impatto immediato sulle finanze domestiche.
L’importo sarà esente da IRPEF e contributi previdenziali, ma non sarà considerato nel calcolo dell’ISEE, preservando eventuali agevolazioni collegate.

Odone Marchetti
2025-07-11 10:19:21
Numero di risposte
: 14
Per il 2025, alle lavoratrici madri di due figli, fino al mese del compimento del decimo anno del secondo figlio, che presentano domanda all’Inps, sono riconosciuti fino a 480 euro su base annua, una somma non imponibile ai fini fiscali e contributivi.
La cifra riconosciuta in realtà è pari a 40 euro mensili per ogni mensilità occupata in attività lavorativa, ma viene corrisposta a dicembre su base annua in un’unica tranche alla madre titolare di reddito da lavoro non superiore a 40mila.
La stessa somma è riconosciuta anche alle madri lavoratrici con più di due figli e fino al mese di compimento del diciottesimo anno del figlio più piccolo, titolari di reddito da lavoro non superiore a 40mila euro su base annua.
La condizione è che il reddito da lavoro non consegua da attività di lavoro dipendente a tempo indeterminato e, in ogni caso, per le mensilità non occupate in tale tipologia di attività da lavoro.
Le mensilità spettanti decorrono dal 1° gennaio 2025 fino alla mensilità di novembre, e come già detto sono corrisposte a dicembre, in unica soluzione, in sede di liquidazione della mensilità relativa al medesimo mese di dicembre.
I costi sono valutati in 480 milioni per il 2025, di cui 418 milioni di oneri e 62 milioni di minori entrate per il 2025.
Da notare che si è ancora in attesa del decreto attuativo per il bonus mamme 2025 del ministro del Lavoro, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze.
Poi a seguito dell’adozione del decreto, l’Inps potrà fornire le indicazioni per la disciplina e la gestione del bonus mamme 2025.
Ancora dunque non si possono presentare le domande all’Inps.
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