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Chi evade di più in Italia?

Giuliana Gallo
Giuliana Gallo
2025-07-25 10:54:27
Numero di risposte : 23
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Del totale di 1.279,8 miliardi di euro delle tasse non pagate allo Stato tra il 2000 e l’inizio del 2025, quasi i due terzi, oltre 822 miliardi di euro, sono riconducibili alle grandi imprese come Spa, Srl, consorzi, cooperative. Le grandi imprese, pur essendo numericamente di meno rispetto al totale delle partite Iva, accumulano un debito molto più alto. Sul totale di contribuenti analizzati le società di capitali sono “solo” 3,47 milioni, ma con debiti enormi. Totale del carico residuo contabile dal 2000 al 31 gennaio 2025 = 1.279,8 miliardi di euro. Persone giuridiche = 822,7 miliardi di euro. Solo una piccola parte del non riscosso è infatti legata ai lavoratori autonomi. Il restante 23,5% si deve ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Le grandi imprese, pur essendo numericamente di meno, accumulano un debito molto più alto. Persone fisiche con attività economica = 156,7 miliardi di euro.
Clea Montanari
Clea Montanari
2025-07-16 15:37:12
Numero di risposte : 20
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I servizi di ristorazione commerciale con più di 100 mila “esaminati” hanno una percentuale di inaffidabili del 74,5%. Sono scavalcati da Noleggio di autovetture, Discoteche e sale da ballo, Tintorie e lavanderie. I locali più piccoli risultano in perdita ed è difficile capire come facciano a restare aperti se è questo il vero fatturato. Per le attività di ristorazione, le attività con i migliori risultati segnano un ampio divario: guadagnano circa 63 mila euro all’anno. Non va meglio per i panettieri, con un’indice di inaffidabilità del 70% con reddito medio dichiarato di 21.600 € e migliori performance a 51.200 € annui. Guadagnano poco anche bar, pasticcerie e gelaterie, con 9.800 € annui di media e una percentuale di inaffidabilità del 55,8%. Quasi un pareggio tra affidabili e inaffidabili, tra chi non evade e chi evade di più.
Shaira Farina
Shaira Farina
2025-07-16 13:06:11
Numero di risposte : 21
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I titolari di ristoranti e bar tendenzialmente sono quelli che presentano redditi medi molto bassi: poco più di 15 mila euro. Il comparto dei bar e delle gelaterie registra un’ampia quota di inaffidabili che sarebbe pari al 56% dei contribuenti. Al secondo posto nella classifica dei potenziali evasori ci sono le discoteche, categoria che tiene insieme locali notturni e scuole di danza: il 77% non dichiarerebbe il reale reddito. Nel commercio al dettaglio, la propensione a evadere in Fisco differisce in base all’ambito di attività. Per esempio tra i panetteri sarebbero il 70% a presentare possibili dichiarazioni dei redditi non veritiere, seguiti dalle mercerie con il 68%, i negozi di giocattoli con il 67% e l’abbigliamento con il 65%. La percentuale di potenziali evasori si riduce moltissimo nel caso di ottici e fotografi attestandosi attorno al 50% e per i giornalai al 45%. Quasi 6 su 10 elettricisti e idraulici sono in odore di evasione. Il 64% dei campeggi e villaggi turistici sarebbero “sospetti” per il Fisco. Tra le attività di intermediazione e consulenza finanziaria e assicurativa, il 68% non raggiunge la sufficienza e dichiara 125 mila euro contro i 568 mila di quelli con dichiarazioni attendibili. Il 58% dei balneari vivrebbe con 15 mila euro. Il 64% delle attività di “gestione di spazi culturali, sportivi e ricreativi”, per esempio cinema, giostre e parchi, è inaffidabile con un reddito medio all’anno di 3.400 euro.
Rosanna Pagano
Rosanna Pagano
2025-07-16 11:49:45
Numero di risposte : 13
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La fetta di evasori più consistente è composta da persone fisiche: 19,2 milioni, di cui 16,3 milioni sono lavoratori dipendenti, pensionati e percettori di altre forme di reddito. Poi ci sono 3,6 milioni di persone giuridiche e 2,9 milioni che svolgono un’attività economica: artigiani, commercianti, liberi professionisti. L'importo potenzialmente aggredibile si riduce drasticamente, crollando a poco più di 100 miliardi di euro. L’analisi territoriale della provenienza dei debiti mostra grandi differenze tra le regioni italiane.
Evita Pagano
Evita Pagano
2025-07-16 11:21:57
Numero di risposte : 29
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Il mondo degli autonomi è diviso dai parametri Isa in 175 categorie: di queste, 147 (l’84%) sono composte in prevalenza da pagelle fiscali inferiori a 8, che mediamente riportano un reddito da euro. Una volta dettate le regole d’ingaggio, per il Sole 24Ore è diventato semplice scoprire la propensione all’evasione del 78,5% delle lavanderie sparse in tutt’Italia, che veleggiano nel sommerso insieme ad autonoleggi (77,9%), ristoranti (72,8%), pelliccerie (72,4%), gestione impianti sportivi (76,3%) e centri per l’assistenza domiciliare ad anziani e disabili (72,5%), per arrivare al 70,6% di associazioni e organizzazioni. A livello geografico, l’attitudine all’evasione si fa più radicata scendendo lungo l’italico stivale: si parte dal 18,4% della Calabria per toccare il 17,2% della Campania, il 16,8% della Puglia e il 16,5% della Sicilia. All’opposto, spiccano per onestà la Provincia Autonoma di Trento (8,6%), la Lombardia (8,0%) e la Provincia Autonoma di Bolzano (7,7%). In compenso, la media nazionale oscilla intorno all’11,2%. Per limitarsi alle categorie più numerose, chi per mestiere affitta o compravende immobili raggiunge i euro di lordo annuo fra chi ha un voto da 8 in su, mentre si ferma a fra gli ‘inaffidabili’. Nelle costruzioni si passa da 90.626 a 27.049 euro, e negli studi medici si va da 94.428 a . La distanza rispetto all'imponibile medio di chi ha i voti migliori, 78.142 euro, è del 71,6%, ma non mancano casi di differenze superiori al 100% perché il reddito degli ‘inaffidabili’ raggiunge medie negative.