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Chi evade di più il fisco in Italia?

Tommaso Ferrari
Tommaso Ferrari
2025-08-15 16:44:09
Numero di risposte : 10
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La fetta di evasori più consistente è composta da persone fisiche: 19,2 milioni, di cui 16,3 milioni sono lavoratori dipendenti, pensionati e percettori di altre forme di reddito. Poi ci sono 3,6 milioni di persone giuridiche e 2,9 milioni che svolgono un’attività economica: artigiani, commercianti, liberi professionisti. In Italia ci sono 22,8 milioni di contribuenti che hanno debiti aperti con il Fisco. L'importo potenzialmente aggredibile si riduce però drasticamente, crollando a poco più di 100 miliardi di euro. L’analisi territoriale della provenienza dei debiti mostra grandi differenze tra le regioni italiane. Tra tasse, contributi, imposte, multe e bollette non riscosse le somme dovute e non riscosse dal Fisco e da altri enti con poteri fiscali sono arrivate a superare i mille miliardi di euro.
Teresa Longo
Teresa Longo
2025-08-10 13:32:40
Numero di risposte : 22
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I servizi di ristorazione commerciale appaiono al 4° posto di questa classifica con più di 100 mila “esaminati” e una percentuale di inaffidabili del 74,5%. Sono scavalcate da Noleggio di autovetture con 3.454 esaminati e 81,3% di inaffidabili, Discoteche e sale da ballo con 953 esaminati e 77% di inaffidabili, Tintorie e lavanderie con 7513 e 75,8% di inaffidabili. Le attività con i migliori risultati segnano un ampio divario: guadagnano circa 63 mila euro all’anno. Con 18.594 esaminati, l’indice di inaffidabilità per i panettieri è del 70% con reddito medio dichiarato di 21.600 € e migliori performance a 51.200 € annui. Sono 9.800 € annui di media per 92.892 esercizi esaminati e una percentuale di inaffidabilità del 55,8% per bar, pasticcerie e gelaterie. I locali più piccoli risultano in perdita ed è difficile capire come facciano a restare aperti se è questo il vero fatturato. C’è da considerare che in questa categoria rientrano Ristorazione con somministrazione, Attività di ristorazione connesse alle aziende ittiche, Ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto, Ristorazione ambulante. Quindi parliamo anche di locali molto piccoli, a gestione familiare e ambulanti.
Jari Marini
Jari Marini
2025-08-05 01:47:29
Numero di risposte : 11
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Nel 2021 i mancati versamenti a causa dell’evasione erano pari a 83,6 miliardi. Si parla di 13,6 miliardi di euro evasi in Lombardia, 9,1 miliardi nel Lazio, 7,8 miliardi in Campania e 6,5 miliardi in Veneto. Con il 18,4%, è la Calabria la regione in cui la propensione a evadere è più forte, seguita rispettivamente dalla Campania con il 17,2%, dalla Puglia con il 16,8% e dalla Sicilia con il 16,5%. Le percentuali più alte del fenomeno si registrano nel Mezzogiorno, con la Calabria in testa. In media le statistiche rivelano un’evasione pari all’11,2%, che sale al 16,5% se si prendono in considerazione solo quelle del Sud Italia. Le regioni in cui più si concentrano le diverse attività economiche e la popolazione soffrono maggiormente di questo omesso gettito. Le più virtuose sono la Provincia Autonoma di Trento con l’8,6%, la Lombardia con l’8% e la Provincia Autonoma di Bolzano con il 7,7%.
Battista Fiore
Battista Fiore
2025-07-27 13:32:43
Numero di risposte : 21
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Il risultato della ricerca del Sole 24Ore è un’analisi realizzata non usando un parametro ideato in modo strumentale per arrivare a dimostrare la tesi, ma partendo piuttosto dalla riforma del concordato preventivo, quindi considerando come redditi medi affidabili quelli accompagnati da una valutazione Isa superiore a 8, mentre quelli con voto più basso finiscono nelle maglie dei probabili evasori. Una volta dettate le regole d’ingaggio, per il Sole 24Ore è diventato semplice scoprire la propensione all’evasione del 78,5% delle lavanderie sparse in tutt’Italia, che veleggiano nel sommerso insieme ad autonoleggi, ristoranti, pelliccerie, gestione impianti sportivi e centri per l’assistenza domiciliare ad anziani e disabili. Il mondo degli autonomi è diviso dai parametri Isa in 175 categorie: di queste, 147 sono composte in prevalenza da pagelle fiscali inferiori a 8, che mediamente riportano un reddito da 22.165 euro. La distanza rispetto all'imponibile medio di chi ha i voti migliori, 78.142 euro, è del 71,6%, ma non mancano casi di differenze superiori al 100% perché il reddito degli ‘inaffidabili’ raggiunge medie negative. A livello geografico, l’attitudine all’evasione si fa più radicata scendendo lungo l’italico stivale: si parte dal 18,4% della Calabria per toccare il 17,2% della Campania, il 16,8% della Puglia e il 16,5% della Sicilia. La media nazionale oscilla intorno all’11,2%.
Carmelo Testa
Carmelo Testa
2025-07-16 13:26:47
Numero di risposte : 22
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Del totale di 1.279,8 miliardi di euro delle tasse non pagate allo Stato tra il 2000 e l’inizio del 2025, quasi i due terzi, oltre 822 miliardi di euro, sono riconducibili alle grandi imprese come Spa, Srl, consorzi, cooperative. Le grandi imprese, pur essendo numericamente di meno rispetto al totale delle partite Iva, accumulano un debito molto più alto. Sul totale di contribuenti analizzati (22,26 milioni) le società di capitali sono “solo” 3,47 milioni, ma con debiti enormi. Totale del carico residuo contabile dal 2000 al 31 gennaio 2025 = 1.279,8 miliardi di euro; Persone giuridiche (Spa, Srl, consorzi, cooperative, fondazioni, eccetera) = 822,7 miliardi di euro (64,3%). Solo una piccola parte (12,2%) del non riscosso è infatti legata ai lavoratori autonomi. Il restante 23,5% si deve ai lavoratori dipendenti e ai pensionati.
Jari Bellini
Jari Bellini
2025-07-16 12:30:12
Numero di risposte : 14
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In sintesi chi evade di più sono i lavoratori autonomi, ossia i liberi professionisti e i piccoli commercianti, attraverso la mancata fatturazione e l’omissione dello scontrino fiscale. L’IRPEF è l’imposta più evasa in Italia, soprattutto quella che dovrebbe essere pagata da lavoratori autonomi e imprese. Nel 2020 lo stato stima una perdita di gettito pari a 28,3 miliardi di euro, ossia il 69,7 per cento dell’IRPEF dovuta dagli autonomi e dalle imprese. Anche l’IVA è molto evasa in Italia, nel 2020 sono mancati 25 miliardi, circa un quinto di tutta l’imposta dovuta allo Stato e quasi un terzo di tutta l’IVA evasa a livello europeo. Secondo esperti e commentatori, un’evasione dell’IRPEF e dell’IVA così alta è dovuta anche alla cosiddetta evasione con consenso, che si ha quando fornitore e cliente decidono insieme di evadere l’imposta: in casi di questo tipo l’azienda o il professionista non emette fattura o scontrino, evitando così di pagarci l’IRPEF, e il cliente finale beneficia di uno sconto pari all’IVA che altrimenti avrebbe dovuto pagare. Per intenderci, è più facile non ricevere lo scontrino in un bar che al supermercato.