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Quanti anni può andare indietro il fisco?

Walter Giordano
Walter Giordano
2025-08-12 12:44:57
Numero di risposte : 12
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Il 28 febbraio 2022 sono scaduti i termini di accertamento per le dichiarazioni fiscali presentate per l’anno d’imposta 2015. Il 26 marzo 2022 è scaduto il termine di accertamento per quelle omesse. Per tutti periodi precedenti al 2015, i termini di decadenza dell’azione di accertamento dell’Agenzia delle Entrate si esaurivano automaticamente il quarto anno successivo rispetto a quello della presentazione della dichiarazione dei redditi. O del quinto anno, nel caso in cui la dichiarazione era stata omessa. Nel caso in cui ci fossero dei reati tributari, i termini di accertamento sono raddoppiati. I termini di accertamento ordinari dell’anno di imposta 2016 e successivi, scadono: il 31 dicembre del 5° anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione; in caso di dichiarazione omessa, il 31 dicembre del 7° anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata. Queste scadenze vengono influenzate direttamente dallo slittamento di 85 giorni disposto dalla normativa emergenziale. Tale differimento riguarda soltanto gli atti dell’Agenzia delle Entrate e non quelli di altri Enti impositori. L’Agenzia delle Entrate può beneficiare di una proroga di 85 giorni per tutte le annualità successive, che in un modo o nell’altro sono state toccate dalla normativa emergenziale. Questo significa che, sostanzialmente, per gli anni di imposta compresi tra il 2016 ed il 2018 le scadenze per gli eventuali accertamenti avverranno 85 giorni dopo rispetto il 31 dicembre del quinto anno successivo rispetto a quello nel quale la dichiarazione dei redditi è stata presentata.
Nicoletta De rosa
Nicoletta De rosa
2025-08-04 21:48:12
Numero di risposte : 15
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In Italia, il termine ordinario per l'accertamento fiscale è di cinque anni, a partire dall'anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. Tuttavia, in caso di omessa dichiarazione o di dichiarazione fraudolenta, questo termine si estende a sette anni. È essenziale per i contribuenti essere consapevoli di queste tempistiche per poter pianificare correttamente la conservazione della documentazione fiscale. Le sanzioni rappresentano un'altra componente critica del processo di accertamento fiscale. Le sanzioni possono variare notevolmente in base alla gravità dell'infrazione. Ad esempio, per dichiarazioni infedeli, le sanzioni possono oscillare dal 90% al 180% dell'imposta non versata. In caso di omessa dichiarazione, le sanzioni possono arrivare fino al 240%. La prima fase è la notifica dell'accertamento, che viene inviata al contribuente quando l'autorità fiscale rileva delle discrepanze nelle dichiarazioni o nei pagamenti effettuati. Il contribuente ha la possibilità di presentare memorie e documenti a supporto della propria posizione. Infine, si giunge alla risoluzione dell'accertamento, che può culminare in un atto di accertamento con adesione, una forma di accordo tra contribuente e fisco che consente di evitare il contenzioso giudiziario. Uno degli approcci più efficaci è rappresentato dalla compliance preventiva, ovvero l'adozione di pratiche e procedure interne che assicurano la corretta gestione delle questioni fiscali sin dall'inizio. Questo include la tenuta di una contabilità trasparente e l'aggiornamento costante sulle normative fiscali, riducendo così il rischio di incorrere in errori o omissioni.
Domenico Valentini
Domenico Valentini
2025-07-28 12:23:03
Numero di risposte : 15
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Le verifiche e gli avvisi fiscali si possono notificare, pena la decadenza, entro il quinto anno successivo all’anno in cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi. Il 31 dicembre del settimo anno successivo nel caso in cui la dichiarazione non sia stata presentata o sia stata considerata nulla. Questo vuol dire che per capire se l’accertamento è legittimo il contribuente ha sempre il diritto-dovere di controllare la data di notifica dell’accertamento. Per il 2020, il diritto di riscossione scade se la notifica si riferisce ai seguenti anni: 2014 in caso di dichiarazione dei redditi irregolare. 2013 in caso di dichiarazione dei redditi omessa. Quindi se si riceve un avviso di accertamento relativo al 2014 per una dichiarazione irregolare, tale avviso sarà valido solo se datato entro il 31 dicembre 2019. Per tale ragione, nel caso in cui si ricevesse una notifica di riscossione, bisogna sempre controllare che i termini per l’accertamento siano stati rispettati. La data che va controllata subito prima di pagare è quella relativa alla consegna dell’avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Grazia Marini
Grazia Marini
2025-07-16 14:59:52
Numero di risposte : 13
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L'Agenzia delle Entrate ha un limite temporale per effettuare i controlli fiscali, stabilito dalla legge proprio per garantire una gestione chiara e trasparente del rapporto tra il fisco e i cittadini. Devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. Quindi, ad esempio, per un reddito del 2020, l'Agenzia può procedere con un controllo fino al 2025; nei casi di omessa presentazione della dichiarazione o di presentazione di dichiarazione nulla, l'avviso di accertamento può essere notificato entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata; fino alla scadenza del termine stabilito nei punti precedenti, l'accertamento può essere integrato o modificato in aumento mediante la notificazione di nuovi avvisi, in base alla sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi da parte dell'Agenzia delle Entrate. Un'importante novità deriva, inoltre, dalla sentenza della Cassazione n. 4638/2024, che ha chiarito come la documentazione relativa a vantaggi fiscali ottenuti dal contribuente, per esempio in relazione ad agevolazioni fiscali, debba essere conservata anche oltre i dieci anni. Questo significa che un contribuente che si avvale di agevolazioni fiscali è obbligato a conservare la documentazione per periodi più lunghi, a meno che non intervenga un accertamento fiscale prima della scadenza del termine decennale. L'art. 8 dello st. del contribuente stabilisce che la conservazione della documentazione fiscale, inclusi i registri contabili, non può superare il termine di dieci anni dalla loro formazione, emanazione o utilizzo. Dopo il decennio, l'amministrazione fiscale non può più fondare alcuna pretesa sulla documentazione scaduta.