Cambiamenti ambientali
La totale dipendenza dagli agenti atmosferici, rende il funzionamento delle centrali idroelettriche piuttosto sensibile ai cambiamenti climatici e alla variazione delle condizioni meteorologiche, esponendo ad alti rischi in periodo di siccità prolungata.
Anche la costruzione di dighe e di condotte forzate, oltre a causare un deturpamento dell’ambiente, innesca possibili cambiamenti ambientali che si ripercuotono in modo particolare su flora e fauna.
Soprattutto in prossimità dei fiumi, la costruzione degli impianti genera la scomparsa di alcune specie di pesci, in particolare salmoni, che non riescono a depositare le uova durante la migrazione.
La rumorosità dell’impianto, genera, inoltre, il trasferimento degli abitanti locali e delle specie autoctone, che tendono ad allontanarsi contribuendo all’alterazione degli ecosistemi e del paesaggio.
Presenza di sostanze chimiche
Oltre a rappresentare un pericolo per gli habitat naturali, le centrali idroelettriche possono danneggiare anche quelli dei letti dei fiumi a causa dei bassi livelli di ossigeno disciolti nell’acqua.
Le dighe, inoltre, possono provocare fenomeni di erosione costiera impedendo il trasporto di materiali solidi come ghiaia e sabbia.